La formazione cattolica del giovane Craxi: quali spunti per il presente?
La formazione cattolica di Bettino Craxi è un aspetto meno noto della sua biografia, ma significativo per comprendere il suo percorso politico. Sebbene Craxi sia diventato una figura di spicco del Partito Socialista Italiano, la sua educazione e i suoi primi contatti con il mondo cattolico hanno lasciato un’impronta nel suo pensiero e nelle sue azioni. La formazione cattolica di Craxi ha rappresentato una base importante per il suo sviluppo personale e politico, influenzando il suo modo di pensare e di agire, nella politica italiana come in quella internazionale.
Durante la sua carriera politica, Craxi ha mantenuto un rapporto complesso e a volte conflittuale con la Chiesa cattolica. Ha promosso il dialogo tra Stato e Chiesa e ha firmato il nuovo Concordato, nel 1984.
Oltre a esser stato attivo nell’Azione Cattolica durante la sua giovinezza, Craxi ha ricevuto un’educazione cattolica, frequentando scuole gestite da religiosi. Questo ha contribuito a formare la sua visione del mondo e i suoi valori morali, che poi ha cercato di integrare nella sua azione politica.
Craxi nacque a Milano il 24 febbraio 1934 in una famiglia antifascista, primo di tre figli. Il padre Vittorio Craxi, era un avvocato siciliano perseguitato politico, trasferitosi a Milano, la cui famiglia paterna era originaria di San Fratello (sui Nebrodi, in provincia di Messina). La famiglia paterna era ricca e d’origine nobiliare. La madre, Maria Ferrari, era una casalinga proveniente da una famiglia di commercianti e mediatori di
Sant’Angelo Lodigiano (LO).
Durante la Seconda Guerra Mondiale, i genitori lo mandarono all’età di sei anni al collegio cattolico Edmondo De Amicis di Cantù (CO), per proteggerlo dai rischi legati all’attività politica del padre, Vittorio, avvocato e militante socialista perseguitato dal regime fascista.
Il biografo Giancarlo Galli narra di un episodio in cui Bettino Craxi è designato come capo classe, in qualità di lettore, per augurare il benvenuto all’arcivescovo di Milano, cardinal Ildefonso Schuster, in visita pastorale.
Craxi sviluppò una breve vocazione religiosa, tanto da considerare l’ingresso in seminario, attratto dalla spiritualità e da un dipinto della Sindone nella chiesa milanese di San Giovanni in Laterano, nella cui zona la sua famiglia si era trasferita dalla più centrale abitazione di Viale Regina Margherita.
Il padre, Vittorio Craxi, dopo la Liberazione, divenne viceprefetto a Milano e poi prefetto a Como, dove la famiglia si trasferì nel 1945.
Dal settembre 1945 il fanciullo Bettino frequenta l’istituto Gallia a Como, dove tra il corpo docente troverà Don Pasquale Macchi, futuro Segretario Particolare di Giovan Battista Montini. Nel 1947 rientrerà a Milano e frequenta il liceo classico “Giosuè Carducci” dove si diplomò .
L’esperienza a Cantù contribuì a formare il carattere autonomo e anticonformista di Craxi, che emerse nella sua carriera politica successiva, segnata sul piano interno dall’autonomismo socialista, dal rifiuto del compromesso storico con il PCI, dalla convergenza con la DC del preambolo di Carlo Donat Cattin, e sul piano internazionale da una postura autonoma sia verso gli alleati europei, Regno Unito in testa, che verso il grande Alleato d’oltreoceano.
Nell’Italia che, grazie ad una mutata, seppur densa di incognite, congiuntura internazionale, sta in questi anni venti riannodando i fili con il proprio passato migliore (gli anni del maggior sviluppo economico e del più basso indice di disuguaglianza), l’impronta cristiana nell’educazione di Bettino Craxi contribuisce a rischiarate il percorso di quanti, cattolici democratici o socialisti, cercano di incarnare nella nuova fase che si è aperta, questa significativa eredità per meglio attrezzarsi di fronte alle nuove sfide del presente.
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