Quel patto mai compiuto: perché oggi serve un SÌ
Gianni Bottalico: “Penso che votare SÌ non significhi tradire un’idea riformista del lavoro, ma tentare di salvarla.”
Gianni Bottalico: “Penso che votare SÌ non significhi tradire un’idea riformista del lavoro, ma tentare di salvarla.”
Inimmaginabile una prospettiva di continuazione della legislatura che vada oltre lo stretto necessario (finanziaria e nuova legge elettorale). Meno che mai un governo tecnico. Una sola via: nuove elezioni politiche nel più breve tempo possibile.
Bisogna fare in modo che il voto sia una grande espressione di democrazia, pur nella vivacità della dialettica, e non una sterile occasione di divisione e di scontro di cui il Paese non ha bisogno in questo difficile momento di crisi. E che da lunedì prossimo – qualunque sia l’esito, che andrà accolto con fiducia e senza infondati catastrofismi – avrà bisogno di essere ri-unito per affrontare le tante emergenze del Paese.
“Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, …
Ogni cittadino è chiamato personalmente ad esprimere la sovranità popolare. La Costituzione è una cosa seria, che non può prestarsi a tifoserie da stadio pro o contro l’avversario del momento o a fiumi di parole e slogan, che nulla hanno a che fare con essa. Fare della Carta Costituzionale materia del contendere per perseguire scopi di parte è da incoscienti e controproducente. Mentre il 5 dicembre avremo, invece, un Paese diviso, frammentato, attraversato da un’altissima litigiosità politica, che non risolverà i gravi problemi che attanagliano milioni di famiglie italiane.
Nelle maggiori organizzazioni di ispirazione cristiana sui territori si registrano già molte iniziative sul referendum volte all’informazione ed alla formazione di un giudizio personale ragionato e consapevole da parte dei singoli cittadini, anziché a dare indicazioni di voto per il Sì o per il No.
Con il nuovo clima politico da cui è sorto il governo Monti, che di fatto ha archiviato lo schema della “seconda repubblica”, paiono esserci le condizioni per imbastire una seria proposta di riforma della legge elettorale.
In una fase di sconvolgimento della stessa composizione della società c’è bisogno di ridare una forte rappresentanza ai ceti lavoratori per evitare che il tracollo della classe media trascini con sé anche quello del nostro modello democratico.