L’ecologia umana per un nuovo umanesimo
Siamo fatti di terra ed acqua, un impasto poi accarezzato dal vento dello spirito. Sono i nostri ingredienti vitali, il Dna da cui tutto ebbe origine, tra suolo e cielo. E’ tempo di riprendere in mano l’aratro e di tornare ad avere cura di nostra madre Terra. La natura ha un insieme di equilibri e regole che solo parzialmente conosciamo ma che pericolosamente stiamo alterando spinti dall’eccesso dell’io onniscente ed avido. L’uomo non è una libertà che crea se stesso, è volontà ma è anche natura che è bene rispettare, curare ma non manipolare. Noi siamo parte di questo meraviglioso equilibrio naturale da cui dipende la nostra vita materiale ma ancor di più il nostro senso. L’Ecologia umana è la via per un nuovo Umanesimo che ispirerà diversi rapporti tra cultura, ambiente, tecnica ed economia. La sfida del millennio è lo sviluppo ecosostenibile. La sapiente cura del territorio è cruciale per il futuro degli uomini; è in questa comunione che si esprimono la giustizia sociale, la solidarietà e la pace. Le risorse della terra non sono illimitate e oggi, più che mai, vanno gestite con intelligenza perché sono il bene primario da consegnare alle future generazioni. E’ questa la nuova frontiera di un impegno volto a ridefinire il senso dell’economia, della crescita e dello sviluppo. Economia ed ecologia hanno la stessa radice greca “oikos” ovvero della casa con i sui abitanti. Avere come criterio guida il binomio ecologia-economia, vuol dire rimodellare tutti i nostri sistemi di vita, produttivi e i modelli di organizzazione sociale a partire dalle aree urbane. Questo sta già avvenendo ma occorre un maggiore sforzo politico per convogliare in modo più organico e organizzato investimenti, ricerca e quindi nuovi modelli produttivi in tutti i settori industriali. La crisi economica spinge il nostro Paese a cercare un nuovo modello di sviluppo, una nuova identità culturale ed economica. Il sociologo Mauro Magatti vede l’oggi come una “fase di stato nascente”. Per peculiarità storiche, tradizioni, geografiche, culturali e qualità del suo tessuto produttivo, l’Italia potrebbe divenire il modello di un nuovo sistema di rapporto e sviluppo tra l’uomo e l’ambiente. Questo potrebbe essere il fronte di un nuovo protagonismo culturale, economico e politico del nostro paese a cui i cattolici potrebbero contribuire ad offrire contenuti originali in un quadro di ridefinizione antropologica. Siamo solo di passaggio in questo tempo e luogo e il nostro scopo qui è osservare, amministrare con premura per lasciare buoni raccolti alle future generazioni. Poi torniamo a casa.
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