Economia a Bassa Quota: “una rivoluzione tecnologica inclusiva”
Di Fabio Tiburzi e Giuseppe Davicino
Nell’intento di presentare all’opinione pubblica italiana il grado di avanzamento dell’Economia a Bassa Quota (LAE, low-altitude economy) in Cina, anche per valutarne le possibili applicazioni in Italia, sia nelle città che nelle aree interne, abbiamo rivolto alcune domande a Euan Yao, Vice Segretario Generale della Shenzhen UAV Industry Association e della Shenzhen Security and Protection Industry Association. UAV è l’acronimo inglese (unmanned aerial vehicle) di “veicoli aerei senza equipaggio” e Shenzhen è un polo globale di eccellenza per l’innovazione sui droni.

Per il grande pubblico, in Cina, cosa significa esattamente “economia a bassa quota”? Perché è così strategicamente importante?
L’economia a bassa quota si riferisce alle attività economiche che si svolgono nello spazio aereo sotto i 1.000 metri, spinte per circa l’85% da droni e per il 15% dall’aviazione generale.
La sua importanza strategica risiede nel trasformare il cielo, un tempo sottoutilizzato, in una nuova frontiera economica.
A Shenzhen, ad esempio, i droni di Meituan possono consegnare una tazza di caffè in ufficio in pochi minuti, e i droni di SF Express recapitano i pacchi direttamente nei punti di ritiro della comunità. Non è una visione del futuro: è già una realtà di oggi.
L’Economia a Bassa Quota a Shenzhen non è una visione del futuro: è già una realtà di oggi.
La Cina sta investendo massicciamente in questo settore. Quali sono i principali motori dietro uno sviluppo così rapido e coordinato?
I driver principali sono tre:
Supporto politico – Il 2024 è stato definito “l’anno zero dell’economia a bassa quota”, con oltre 20 province e più di 100 città che hanno emesso politiche di sostegno.
Domanda di mercato – Forti esigenze nel settore sanitario, agricolo, nella gestione urbana e nella logistica.
Maturità tecnologica – I progressi in batterie, navigazione 5G/BeiDou e intelligenza artificiale rendono possibili applicazioni su larga scala.
A Shenzhen, i residenti hanno rapidamente accettato la consegna di cibo e medicinali via drone, accelerando ulteriormente la crescita.
Lei proviene da Shenzhen, cuore di questa rivoluzione. Può descrivere i progressi attuali della Cina in questo campo?
Shenzhen è conosciuta come la “capitale mondiale dei droni”, con quasi 2.000 aziende del settore. Alla fine del 2024, la Cina contava oltre 3,5 milioni di droni e più di 337.000 piloti con licenza.
Solo a Shenzhen sono già operative più di 300 rotte logistiche per droni. Ad esempio:
• I droni Meituan consegnano caffè e tè al latte nei quartieri finanziari entro 10 minuti.
• I droni SF Express consegnano medicinali e pacchi entro 30 minuti nelle aree suburbane o dall’altra parte della città.
Questo dimostra che l’economia a bassa quota non è più solo un concetto, ma una realtà quotidiana.

Shenzhen è spesso chiamata “capitale mondiale dei droni”. Quali politiche specifiche ha introdotto l’amministrazione cittadina per creare un ecosistema così innovativo?
Tre misure chiave:
Pianificazione strategica – Inserire droni ed economia a bassa quota nel piano di sviluppo della città.
Infrastrutture – Costruzione di 875 siti di decollo/atterraggio e 7.340 stazioni base 5G-A per supportare voli di droni regolari.
Progetti pilota – Incentivare aziende come Meituan e SF Express a gestire vere e proprie rotte di consegna urbana.
Questo mix di politiche, infrastrutture e scenari reali ha costruito l’ecosistema di droni più dinamico al mondo.
Quali sono le maggiori sfide tecniche e normative per integrare in sicurezza nuovi veicoli, come gli air taxi eVTOL, nello spazio aereo urbano già congestionato?
A livello tecnico, la sfida è la sicurezza del volo e l’evitamento intelligente degli ostacoli, che richiedono il supporto di AI, navigazione di precisione e 5G.
A livello normativo, la sfida è la gestione unificata dello spazio aereo (UTM) per coordinare droni, elicotteri e aerei.
La Cina sta già sperimentando voli eVTOL (electric Vertical Take-Off and Landing, velivoli a propulsione elettrica capaci di decollare e atterrare in verticale, ndr) in città come Guangzhou e Hefei per esplorare modelli commerciali di “air taxi”.
La Cina è leader mondiale nella produzione di droni civili. Come vede la competizione internazionale, soprattutto alla luce delle preoccupazioni sulla sicurezza nazionale in alcuni paesi?
La competizione è naturale, ma i droni sono una tecnologia globale. La Cina ha vantaggi nella produzione su larga scala e nelle catene di fornitura, mentre Europa e Stati Uniti hanno una solida esperienza normativa e applicativa.
Il futuro dipenderà dall’interconnessione e dalla standardizzazione, non dall’isolamento. Ad esempio, in agricoltura, sicurezza e logistica, la cooperazione Cina-Europa può portare a veri risultati vantaggiosi per tutti.
“Il futuro dipenderà dall’interconnessione e dalla standardizzazione, non dall’isolamento. La cooperazione Cina-Europa può portare a risultati vantaggiosi per tutti”.
Può fare un esempio concreto di come i droni in agricoltura di precisione abbiano migliorato il reddito rurale in Cina?
Nella Cina nordorientale, un solo drone può sostituire una dozzina di agricoltori per la irrorazione di pesticidi, lavorando cinque volte più velocemente e riducendo l’uso di prodotti chimici del 30%. Le rese e il reddito aumentano significativamente.
Nelle zone montuose, i droni SF Express consegnano medicinali e prodotti agricoli in un’ora, migliorando gli standard di vita dove le strade sono scarse.
Per le regioni interne della Cina, questa sembra una vera e propria rivoluzione tecnologica: soccorso, sanità, logistica, agricoltura, prevenzione incendi boschivi, sicurezza pubblica, mappatura, ecc. Qual è la sua opinione?
Per le aree interne e rurali, l’impatto è persino maggiore che nelle città costiere. I droni aiutano a superare i colli di bottiglia del trasporto e creano uno sviluppo che salta le tradizionali tappe.
Sulle montagne del Sichuan, gli ospedali ricevono medicinali urgenti via drone. In Yunnan, i droni gestiscono già la maggior parte delle pattuglie antincendio forestali. Questa è una vera rivoluzione tecnologica inclusiva.
Oltre ai droni e agli air taxi, su quale nuova frontiera sta scommettendo la Cina nell’economia a bassa quota?
Vedo tre frontiere:
Economia dei dati a bassa quota – I droni come strumenti chiave per raccogliere dati per i “gemelli digitali” e le smart city.
Integrazione Cielo-Spazio – Combinare droni con satelliti e navigazione BeiDou.
Cooperazione internazionale – Piattaforme come la cooperazione Cina-Africa e Cina-Europa per unificare standard e condividere opportunità.
L’economia a bassa quota non sarà solo veicoli volanti, ma anche la creazione di una nuova piattaforma di economia digitale nel cielo.
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