La Dichiarazione di Brasilia amplia e rafforza la cooperazione culturale fra i Brics
Il 10° Incontro dei Ministri della Cultura dei Paesi BRICS, tenutosi lunedì 26 maggio all’ Itamaraty (l’equivalente brasiliano della Farnesina), a Brasilia, ha sancito un ulteriore salto di qualità nella cooperazione culturale tra gli Stati membri con l’approvazione di una dichiarazione congiunta, la Dichiarazione di Brasilia, che colloca la cultura come fondamento di una governance globale più inclusiva, sostenibile e improntata al multilateralismo.
Il documento esprime l’intesa raggiunta dagli attuali 11 membri dei BRICS — compresa l’Indonesia, che ha aderito appena nel gennaio scorso — e delinea progetti ambiziosi per i prossimi anni, che rafforzeranno la cooperazione culturale fra gli stati del Coordinamento, che ha preso avvio nel 2015 con la firma dell’Accordo sulla Cooperazione nel Campo della Cultura, come ha sottolineato la ministra della Cultura del Brasile, Margareth Menezes, che ha presieduto la riunione come membro del governo del Paese che detiene la presidenza di turno annuale dei Brics, il Brasile appunto, che il 6 e 7 luglio prossimi a Rio de Janeiro ospiterà il Vertice dei capi di stato e di governo dei Brics.
In un mondo segnato da crisi sovrapposte, i BRICS vedono la diversità culturale non come una differenza da superare, ma come fondamento per un futuro condiviso.
In tal modo i BRICS si qualificano sempre di più non solo come un gruppo economico, ma come una piattaforma di dialogo che valorizza la diversità culturale come forza trainante per uno sviluppo più giusto ed equilibrato.
La Dichiarazione di Brasilia oltre a sottolineare la necessità di un dialogo permanente tra i membri dei BRICS e altri Paesi del Sud Globale, finalizzato a rafforzare la diversità culturale come base per lo sviluppo sostenibile, ribadisce il ruolo della cultura come motore di crescita economica, innovazione e coesione sociale, in particolare di fronte alle sfide e alle opportunità poste dalle nuove tecnologie dell’informazione e dall’intelligenza artificiale. Si propone di favorire il multilinguismo nell’ambiente digitale e ribadire la necessità che i set di dati di addestramento di tutti i modelli di IA, compresi quelli utilizzati nei modelli linguistici di grandi dimensioni, includano, promuovano, proteggano e preservino la diversità linguistica e culturale.
Tra gli impegni assunti figura la creazione di una piattaforma BRICS per le industrie culturali e creative nell’ambito del Gruppo di Lavoro sulla Cultura del Coordinamento. Questa iniziativa mira a promuovere lo scambio di artisti, progetti congiunti e la diffusione di contenuti culturali, con il sostegno della Nuova Banca di Sviluppo (NDB). La dichiarazione riconosce il settore culturale e creativo come componente strategico per la creazione di posti di lavoro, la generazione di reddito e lo sviluppo di competenze innovative. I ministri della cultura dei Brics hanno dato il sostegno a un ambiente digitale equo che compensi adeguatamente creatori, artisti e detentori di diritti, assicurando la protezione della proprietà intellettuale e della libertà artistica.
La restituzione dei beni culturali trafugati o rimossi dai loro Paesi di origine in contesti coloniali o di conflitto è stata un altro punto toccato dalla Dichiarazione. I ministri hanno ribadito che il ritorno di tali collezioni è un imperativo morale e un prerequisito per la giustizia storica. Il Brasile ha annunciato che ospiterà un seminario internazionale sull’argomento nel corso del 2025, riunendo esperti, governi e società civile per definire linee guida comuni.
Un altro aspetto cruciale della dichiarazione è il riconoscimento della cultura come elemento centrale dell’agenda globale per lo sviluppo sostenibile. I ministri si sono impegnati a sostenere l’inclusione della cultura come obiettivo autonomo nella futura Agenda di Sviluppo Post-2030, in linea con i principi della Conferenza Mondiale UNESCO sulle Politiche Culturali e lo Sviluppo Sostenibile (MONDIACULT 2022). È stata inoltre evidenziata la connessione tra cultura e cambiamento climatico. I Paesi BRICS si sono impegnati a proteggere il patrimonio culturale dai rischi legati al clima, sviluppando strategie adattive che incorporino la conoscenza tradizionale e i sistemi locali.
Gli sforzi per rafforzare i legami culturali tra i Paesi BRICS si concretizzeranno anche attraverso festival e alleanze culturali. Il Brasile ha annunciato che ospiterà il Festival del Cinema dei BRICS nel secondo semestre del 2025, mostrando produzioni cinematografiche nazionali dei Paesi membri e promuovendo scambi culturali, comprensione reciproca e opportunità commerciali nel settore audiovisivo. I ministri hanno inoltre incoraggiato la creazione di un calendario permanente di eventi culturali e patrimoniali per approfondire i legami tra i popoli dei BRICS.
La Dichiarazione inoltre, incoraggia tutti gli Stati membri a unirsi alle Alleanze esistenti dei BRICS, tra cui l’Alleanza dei Musei, l’Alleanza dei Musei e delle Gallerie d’Arte, l’Alleanza delle Biblioteche, l’Alleanza del Teatro per Bambini e Giovani, l’Alleanza della Danza Popolare e l’Alleanza delle Scuole di Cinema, attraverso la firma di lettere di intenti da parte delle rispettive istituzioni culturali.
Infine vi è l’invito all’utilizzo dell’Alleanza dei Musei e dell’Alleanza dei Musei e delle Gallerie d’Arte, e dell’Alleanza delle Biblioteche per promuovere la cooperazione sviluppando mostre virtuali che educhino i membri dei BRICS sul loro passato storico e sui significativi progressi compiuti finora nel riconoscimento della giustizia sociale, della libertà e dei diritti umani fondamentali
Le lile linee guida culturali adottate dai ministri saranno approvate dal Vertice Brics di Rio del Janeiro a luglio
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