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Una grande riforma delle province, che riduca i costi e salvaguardi i servizi

La nuova normativa sulle province non soltanto avrà effetti irrisori sul piano del risparmio di risorse, ma comporterà conseguenze negative per il concreto funzionamento di servizi di area vasta indispensabili per il territorio.
La via è quella di una riduzione del numero delle province, con un contemporaneo sfoltimento degli uffici periferici dello Stato e dei grandi apparati di gestione creati dalle regioni, che sono molto costosi.
La riforma delle Province non può mettere in discussione la natura democratica di Ente rappresentativo dei cittadini. Va mantenuto il sistema di elezione diretta, e non è possibile andare verso un sistema elettorale di secondo grado.

Legge elettorale, parte importante di un nuovo riformismo

Con il nuovo clima politico da cui è sorto il governo Monti, che di fatto ha archiviato lo schema della “seconda repubblica”, paiono esserci le condizioni per imbastire una seria proposta di riforma della legge elettorale.
In una fase di sconvolgimento della stessa composizione della società c’è bisogno di ridare una forte rappresentanza ai ceti lavoratori per evitare che il tracollo della classe media trascini con sé anche quello del nostro modello democratico.

Il governo Monti dia prova di pragmatismo

Pur riconoscendo al governo Monti la valida novità della formula politica che lo sostiene, lo stato di fretta e di necessità in cui si è trovato ad operare, e dandogli un convinto sostegno per l’obiettivo che intende perseguire per far ripartire questo Paese, non ci si può esimere dal formulare alcuni rilievi di merito sui singoli provvedimenti adottati nel decreto sulle cosiddette “liberalizzazioni”.

Dopo Todi un impegno comune: superare il maggioritario

Il berlusconismo esige certo una risposta sul piano etico e culturale, ma per essere superato implica anche una iniziativa sul piano del modello istituzionale e di quello della legge elettorale.
Il contributo al superamento del maggioritario, per consolidare un bipolarismo fondato sulla diversità dei progetti politici, in questa fase è il miglior servizio che forze diverse di orientamento cattolico potrebbero fare al Paese, senza rimettere in discussione il loro legittimo pluralismo e senza pensare a nuovi partiti.