Intervista – Dopo il CPSE 2025 le prospettive per la cooperazione Sino-Italiana

Parla Euan Yao, direttore internazionale della WUAVF, la federazione mondiale dei veicoli aerei senza pilota: “Il mondo sta diventando più piccolo, ma le opportunità stanno diventando più grandi per coloro che creano connessioni oltre i confini.”

Euan Yao (姚远), Direttore della Cooperazione Internazionale, Associazione dell’Industria per la Protezione e Sicurezza di Shenzhen / Direttore Internazionale, Federazione Mondiale UAV (WUAVF).

Si è da poco conclusa la 20ª edizione della China Public Security Expo (CPSE), una fiera internazionale sulla sicurezza tenutasi a Shenzhen, in Cina, dal 28 al 31 ottobre 2025. L’evento ha riunito aziende, istituti di ricerca e organizzazioni internazionali per presentare innovazioni in settori come l’economia digitale e la sicurezza pubblica. Il tema di quest’anno era “Digital Drive, Intelligent Future” e ha visto la partecipazione di oltre 1.100 aziende che operano nel campo delle innovazioni nel settore della sicurezza, come l’intelligenza artificiale, l’internet delle cose (IoT), la robotica e i sistemi di controllo per accessi intelligenti.
Dopo aver partecipato alla rassegna ho rivolto alcune domande a Euan Yao (nome cinese: 姚远), Direttore della Cooperazione Internazionale, Associazione dell’Industria per la Protezione e Sicurezza di Shenzhen e Direttore Internazionale della Federazione Mondiale UAV (WUAVF), Unmanned Aerial Vehicle, veicolo aereo senza pilota, ovvero la federazione mondiale del settore dei droni e affini. Il direttore Yao è un giovane dirigente cinese in un settore chiave della tecnologia e dello sviluppo globale.

Signor Yao come pensa si possa incentivare una maggiore presenza italiana al CPSE?

Negli ultimi anni, gli espositori internazionali sono diminuiti nelle fiere cinesi, principalmente a causa del forte vantaggio costo-prestazioni della Cina e del suo ecosistema industriale completo. Questo ha reso più difficile per i fornitori esteri competere sul puro prezzo. Tuttavia, vediamo emergere nuove opportunità in nicchie specializzate e scenari applicativi unici — aree in cui l’Italia eccelle. Molte aziende italiane sono leader nella progettazione creativa, nell’ingegneria di precisione e nelle soluzioni industriali su misura. Se porteranno questi punti di forza differenziati al CPSE, potremo metterle direttamente in contatto con l’enorme mercato cinese, che è costantemente alla ricerca di innovazione per casi d’uso reali.

Vediamo emergere nuove opportunità in nicchie specializzate e scenari applicativi unici — aree in cui l’Italia eccelle.

Quali settori tecnologici sono più promettenti per la cooperazione Cina-Italia?

Il potenziale di cooperazione è ampio: tecnologia della sicurezza, smart city, infrastrutture digitali e droni sono tutte aree di sinergia. La Cina offre enormi set di dati reali ed esperienza di implementazione su larga scala, mentre l’Italia contribuisce con un design raffinato, solidi quadri normativi e un approccio all’innovazione centrato sull’uomo. Combinare questi punti di forza permette a entrambe le parti di accelerare l’iterazione dei prodotti e sviluppare soluzioni più orientate all’utente e sostenibili.

Come potrebbe il CPSE mettere in risalto l’eccellenza italiana nel design e nella produzione?

L’artigianato e l’attenzione ai dettagli progettuali italiani sono rinomati in tutto il mondo. Al CPSE, prevediamo di potenziare gli “Innovation Pavilion” e le showcase “Tecnologia Guidata dal Design” per evidenziare non solo la funzionalità, ma anche l’estetica, la sostenibilità e l’integrazione tra arte e tecnologia. Potrebbero essere allestite zone dimostrative congiunte Cina-Italia per esibire applicazioni per smart city o droni co-sviluppate, che fondano la filosofia del design italiana con la scala ingegneristica cinese. Questo illustrerebbe vividamente come bellezza ed efficienza possano coesistere nell’innovazione industriale.

Molte aziende italiane sono leader nella progettazione creativa, nell’ingegneria di precisione e nelle soluzioni industriali su misura.

Ci sono piani per una cooperazione europea o una versione italiana del CPSE?

Sì. Abbiamo già stabilito una cooperazione con Sicurezza Milano — la principale fiera della sicurezza italiana che si tiene a novembre. Questo segna l’inizio di un legame più forte con l’Europa. In futuro, immaginiamo un “CPSE Europe” o un “Forum Cina-Europa sulle Smart City”, dove i principali attori dei due continenti possano incontrarsi regolarmente, scambiare conoscenze e co-sviluppare standard e tecnologie.

In che modo il CPSE promuove gli scambi bilaterali negli affari, nella ricerca e nei talenti?

Solo quest’anno, il CPSE ha ospitato oltre 40 forum con esperti, imprenditori e responsabili politici da più di 100 paesi. Queste sessioni vanno oltre le esposizioni: creano piattaforme per lo scambio accademico, il dialogo sugli investimenti e la collaborazione per le startup. Andando avanti, prevediamo di organizzare missioni commerciali a tema e workshop sull’innovazione tra istituzioni cinesi e italiane per favorire partnership a lungo termine.

Si potrebbero sviluppare programmi di formazione per le aziende italiane per conoscere il modello di innovazione cinese?

Assolutamente sì. Molti imprenditori italiani sono curiosi riguardo alla velocità di innovazione della Cina e al suo ecosistema industriale integrato. Stiamo esplorando programmi congiunti con associazioni e università italiane — come tour di studio a breve termine o workshop online ibridi — per presentare come la Cina collega in tempo reale ricerca, produzione e feedback del mercato. Tali programmi aiuterebbero anche le aziende cinesi a comprendere i principi normativi e progettuali europei.

Le città cinesi e italiane potrebbero cooperare su progetti di smart city e sicurezza urbana?

Sì. Entrambi i paesi condividono le stesse sfide in materia di governance digitale e sicurezza urbana. Attraverso il CPSE e la World UAV Federation, siamo già in contatto con amministrazioni cittadine e centri di ricerca interessati a programmi pilota su economia a bassa quota, risposta alle emergenze e gestione urbana integrata. La solida competenza italiana nella pianificazione municipale si abbina alle capacità di dispiegamento tecnologico cinesi — insieme possiamo costruire progetti modello di “città sicure e intelligenti”.

Quale messaggio vorrebbe inviare agli imprenditori e alle istituzioni italiane?

Cina e Italia condividono un profondo rispetto per la cultura, l’artigianalità e la comunità. Il CPSE non è solo una fiera commerciale: è un gateway per una collaborazione genuina. Invito sinceramente le aziende e le istituzioni italiane a visitare Shenzhen, a sperimentare in prima persona l’ecosistema dell’innovazione cinese e a esplorare partnership costruite su fiducia, creatività e beneficio reciproco. Il mondo sta diventando più piccolo, ma le opportunità stanno diventando più grandi per coloro che creano connessioni oltre i confini.

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