{"id":8542,"date":"2018-08-27T19:37:21","date_gmt":"2018-08-27T17:37:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.agendadomani.it\/?p=8542"},"modified":"2018-08-27T19:37:21","modified_gmt":"2018-08-27T17:37:21","slug":"orban-a-milano-le-ragioni-per-non-lasciarlo-tutto-a-salvini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.agendadomani.it\/?p=8542","title":{"rendered":"Orb\u00e1n a Milano: le ragioni per non lasciarlo tutto a Salvini"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">L&#8217;interesse e le polemiche suscitate dall&#8217;incontro milanese tra il primo ministro ungherese Viktor Orb\u00e1n e il vicepremier Matteo Salvini, dovrebbero quantomeno destare qualche domanda su chi sia in realt\u00e0 il politico che governa ininterrottamente l&#8217;Ungheria dal 2010, e su <strong>quanto sia opportuno, soprattutto per i cattolici democratici e popolari, lasciare che sia solo il segretario della Lega ad appropriarsene politicamente<\/strong>. Perch\u00e9 sotto una cattiva reputazione costruita ad arte dai media, c&#8217;\u00e8 <strong>uno dei pochi esempi rimasti in Europa di giusto mix tra pubblico e privato in economia, da sempre patrimonio dei partiti socialdemocratici e democristiani.<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Non \u00e8 dunque un caso che il premier magiaro sia uno dei bersagli preferiti dai media, che sono in pesante e continuo conflitto di interessi con i santuari del potere economico-finanziario transnazionale, e di certa intellighentia lontana dal popolo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Una massiccia <strong>campagna di odio e di discredito nei confronti dell&#8217;Ungheria ha avuto inizio nel 2010<\/strong>, allorquando gli elettori magiari scelsero per il loro Paese una via diversa per affrontare la crisi economica, da quella che volevano loro imporre gli organismi economici internazionali. Il Fondo Monetario Internazionale e l\u2019Unione Europea avevano disegnato per l&#8217;Ungheria un futuro basato essenzialmente su due punti: politiche austeritarie e deflattive, compensazione della conseguente svalutazione del lavoro con ondate di manodopera-schiava di migranti provenienti dalla rotta balcanica, per lo pi\u00f9 di religione musulmana.<\/p>\n<p align=\"justify\">Dal momento del \u201cgran rifiuto\u201d, avvenuto nel 2010 con l&#8217;elezione di Viktor Orb\u00e1n sono iniziati gli attacchi a questa piccola democrazia danubiana in modo non meno pesante di quelli dei carri armati sovietici del 1956, tanto cari al venerabile Giorgio Napolitano. Nei salotti e sui media radical-chic cominci\u00f2 la messa alla gogna di Viktor Orb\u00e1n. Con grande disonest\u00e0 intellettuale questi viene spesso paragonato al presidente turco Erdo\u011fan, lui s\u00ec un pericoloso autocrate, sfiorando il ridicolo, perch\u00e9 tutti sanno che l&#8217;Ungheria al pari della Grecia, \u00e8 la nazione europea meno tenera nei confronti del \u201csultano\u201d di Ankara, che ha invece nella Merkel la sua principale alleata europea.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il castello di menzogne costruito attorno a Orb\u00e1n \u00e8 tale che recentemente persino l<strong>&#8216;ambasciatore francese a Budapest Eric Fournier<\/strong>, epurato all&#8217;istante per queste sue dichiarazioni, non ha potuto far a meno di definire <strong>l&#8217;Ungheria attuale \u201cun modello\u201d<\/strong> e di denunciare<strong> il virus della magiarofobia<\/strong> che sta contagiando le opinioni pubbliche dell&#8217;Europa occidentale.<\/p>\n<p align=\"justify\">False e fantasiose sono poi le accuse di antisemitismo: l&#8217;Ungheria di Orb\u00e1n \u00e8 alleata di ferro di Israele. Entrambi gli Stati sono uniti nel contrastare il pericoloso speculatore americano-ungherese di origini ebraiche George Soros, perseguito in mezzo mondo, autore di una storica razzia ai danni dei contribuenti italiani nel 1992, e che meriterebbe di esser fermato all&#8217;istante appena mette piede sul suolo italiano anzich\u00e9 esser stato ricevuto a Palazzo Chigi lo scorso anno dall&#8217;allora premier Gentiloni, in maniera davvero sconcertante e irrispettosa verso il popolo italiano vittima dello spregiudicato finanziere.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Orb\u00e1n<\/strong> \u00e8 tutt&#8217;altro che un politico di estrema destra. Il suo partito, Fidesz che ha rivinto le elezioni dello scorso 8 aprile con ben il 49,5 %, \u00e8 cristiano-social-conservatore e<strong> appartiene al Ppe<\/strong>, mentre il partito di estrema destra ungherese si chiama Jobbik, ha preso il 23% e sta all&#8217;opposizione: eppure tutti sono convinti che sia Orb\u00e1n l&#8217;estremista: prodigi della disinformatia!<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma vediamole queste \u201ccolpe\u201d che il mainstream imputa al premier ungherese.<\/p>\n<p align=\"justify\">Orb\u00e1n ha, come Putin in Russia, per prima cosa estinto il debito con il Fondo monetario nel 2013, sotto condizione della chiusura della sede Fmi a Budapest. Nel contempo ha escluso ogni interesse del proprio Paese ad avvicinarsi all&#8217;area Euro.<\/p>\n<p align=\"justify\">La crisi economica, scoppiata nel 2008 con i subprime americani, aveva colpito l&#8217;Ungheria soprattutto sul versante dei mutui sulla casa, erogati da banche estere e spesso in valuta straniera. L&#8217;accettazione di ulteriori prestiti del FMI, come pure l&#8217;ancoraggio alla Zona euro, avrebbe consegnato il patrimonio immobiliare (il 90%delle famiglie ungheresi detiene la propriet\u00e0 della casa in cui vive), gli assets strategici del Paese alle banche straniere. Orb\u00e1n ha evitato la bancarotta dello Stato e di moltissime famiglie, il pignoramento del Paese come invece \u00e8 accaduto alla povera Grecia. E attualmente il Paese danubiano vive un nuovo boom del mercato immobiliare.<\/p>\n<p align=\"justify\">Insomma, se non ci fosse stato Orb\u00e1n oggi si avrebbe un Paese malandato in pi\u00f9 a far compagnia al depredato Paese ellenico. Non \u00e8 un caso che, nel contempo, anche la piccolissima Islanda colpita dalla crisi, dopo aver valutato la cura da cavallo proposta da Bruxelles vincolata a una futura adesione all&#8217;Ue, abbia rifuggito come la peste tale ipotesi e sia oggi in piena ripresa.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ripresa promettente (quella ungherese \u00e8 il doppio della media europea, anche grazie ai <strong>fondi europei<\/strong> di cui beneficia pi\u00f9 di altri Paesi,<strong> circa 30 miliardi di euro negli ultimi 6 anni<\/strong>), pur fra immancabili luci e ombre, di cui gode anche <strong>l&#8217;Ungheria<\/strong> dopo 8 anni di governo Orb\u00e1n che <strong>ha rifiutato di cadere nella trappola del debito<\/strong>, <strong>scegliendo invece di potenziare la propria domanda interna<\/strong>, con politiche espansive che hanno aumentato il lavoro e migliorato le condizioni di vita della classe media: <strong>meno ai banchieri per dare di pi\u00f9 ai ceti popolari<\/strong>, peccato capitale in questa Europa di Maastricht, che fa rivoltare nella tomba i Padri fondatori.<\/p>\n<p align=\"justify\">La bussola di Orb\u00e1n \u00e8 andata in direzione contraria a quella seguita dall&#8217;Italia: <strong>ha riportato il controllo dello Stato ungherese<\/strong> come maggior azionista <strong>nel campo dell&#8217;energia, delle banche e delle telecomunicazioni<\/strong>, investendo 1000 miliardi di fiorini (circa 3 mld di euro) per riacquistare la propriet\u00e0 pubblica nei settori strategici prima privatizzati. Noi ci stiamo forse arrivando ora, a prezzo della tragedia di Genova. Ha attuato la gestione non profit della tariffazione pubblica, agevolando le fasce sociali pi\u00f9 deboli (idea lanciata anche in Italia, sulla quale per\u00f2 il terzo settore non ha creduto abbastanza, e pure contrastata dalla sinistra di governo, organicamente legata al capitalismo della riscossione di pedaggi e bollette).<\/p>\n<p align=\"justify\">Fin qui i gravi \u201ccrimini\u201d del \u201cVictator\u201d di Budapest (cosi apostrofato dalle piazze amiche di Soros) in campo economico.<\/p>\n<p align=\"justify\">Accenno solo, per concludere (ma meriterebbe un discorso a parte), all&#8217;altro caposaldo della politica di Orb\u00e1n: <strong>la difesa della famiglia e dell&#8217;identit\u00e0 nazionale cristiana<\/strong> della sua patria e dell&#8217;Europa e il conseguente<strong> rifiuto dell&#8217;ideologia immigrazionista<\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ha imposto una tassa straordinaria alle multinazionali per finanziare con 500 miliardi di fiorini un vasto programma di politiche a sostegno della natalit\u00e0 e della famiglia. Ha contribuito al controllo delle frontiere dell&#8217;Ue verso i Balcani investendo quasi 300 miliardi di Fiorini. Ed \u00e8 per questo che non vuole, insieme al Gruppo di Visegr\u00e1d, concorrere alla suddivisione delle quote di migranti, ritenendo che l&#8217;Ungheria abbia gi\u00e0 ampiamente fatto la propria parte in materia di immigrazione.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma, mentre sul piano economico, le politiche di Orb\u00e1n costituiscono <strong>un interessante e valido esempio di politiche socialdemocratiche, neo-keynesiane<\/strong>, simili a quelle praticate in Italia nelle migliori stagioni riformiste e che sono ridiventate oggi quanto mai attuali, le politiche di Orb\u00e1n riguardo all&#8217;immigrazione, al di l\u00e0 della contingenza, pongono questioni enormi. Esse vanno ben oltre la sua piccola Nazione, riguardano tutti gli europei e fanno tremare i polsi: fra una generazione si potr\u00e0 ancora parlare di Europa, intesa come continente in cui esiste qualcosa di significativo \u2013 la classe media \u2013 fra le \u00e9lite e le plebi diseredate? Vi sar\u00e0 qualcosa che la distingua dall&#8217;Asia o dall&#8217;Africa? Vi sar\u00e0 ancora il cristianesimo in Europa? I conflitti etnici e religiosi, gi\u00e0 oggi frequenti in vasti territori dell&#8217;Europa occidentale, dalla Francia alla Svezia, la renderanno simile alla Bosnia, al Libano, alla regione caucasica, in quanto a stabilit\u00e0?<\/p>\n<p align=\"justify\">Sono domande gigantesche che paiono richiedere una storica assunzione di responsabilit\u00e0 da parte delle classi dirigenti nella direzione di un&#8217;etica della responsabilit\u00e0, che comporta la messa in conto di perseguire il bene comune, di tutti e di ciascuno, storicamente possibile anche dovendo sopportare la contraddizione di mai facili scelte sui mali minori.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Il conflitto tra l&#8217;essere un buon cristiano e un politico responsabile non \u00e8 mai stato cos\u00ec alto e lacerante come sul tema dell&#8217;immigrazione<\/strong>. D&#8217;altra parte anche i nostri Pastori, che sono maestri anche nel discernimento, sanno la fine che fanno le crociate dei bambini, a fronte di precisi piani miranti alla distruzione dell&#8217;identit\u00e0 europea, e il carattere illusorio di ogni posizione e scelta storica che si creda come unica e non mediata traduzione possibile del Vangelo nella dimensione storica.<\/p>\n<p align=\"justify\">Forse la colpa pi\u00f9 grave di Orb\u00e1n \u00e8 quella di aver richiamato tutti i popoli e i cittadini europei a tu per tu con il proprio futuro. Un futuro che si pu\u00f2 ancora cambiare prima che si trasformi in destino o in tragedia.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per questo i cani da guardia del progetto globalista, del potere assoluto del dio-denaro sul mondo e sulle persone, ci impongono di odiare e aborrire il \u201cmodello ungherese\u201d, quando invece, soprattutto sul piano delle politiche economiche costituisce un interessante laboratorio da guardare con attenzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sotto una cattiva reputazione costruita ad arte dai media, c&#8217;\u00e8 uno dei pochi esempi rimasti in Europa di giusto mix tra pubblico e privato in economia, da sempre patrimonio dei partiti socialdemocratici e democristiani. 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Acli Milano, responsabile Ufficio Stampa Acli Nazionali, coordinatore degli uffici stampa dei soggetti aderenti all\u2019 \u201cAlleanza contro la Povert\u00e0 in Italia\u201d) e in politica internazionale. Membro del think tank \u201cLaboratorio Brics\u201d dell'Istituto Eurispes di Roma, dalla sua fondazione (2015). Co-autore del sesto Rapporto sull'Italia (Blue Book of Italy), 2024- 2025, dell'Accademia Cinese delle Scienze Sociali (CASS) di Pechino. Co-autore del volume \u201cIl nuovo ordine globale. I protagonisti del multilateralismo nelle principali aree continentali\u201d (Armando Editore, 2024) con un saggio sul ruolo della NATO. Co-fondatore di Connect-Italia, responsabile Dipartimento Comunicazione, Studi e Ricerche. Curatore e autore di varie pubblicazioni di carattere socio-economico, geopolitico e culturale. Co-autore del libro \u201cCattolici e politica, un\u2019agenda per il domani\u201d (Ancora, Milano, 2008). 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Membro del think tank \u201cLaboratorio Brics\u201d dell'Istituto Eurispes di Roma, dalla sua fondazione (2015). Co-autore del sesto Rapporto sull'Italia (Blue Book of Italy), 2024- 2025, dell'Accademia Cinese delle Scienze Sociali (CASS) di Pechino. Co-autore del volume \u201cIl nuovo ordine globale. I protagonisti del multilateralismo nelle principali aree continentali\u201d (Armando Editore, 2024) con un saggio sul ruolo della NATO. Co-fondatore di Connect-Italia, responsabile Dipartimento Comunicazione, Studi e Ricerche. Curatore e autore di varie pubblicazioni di carattere socio-economico, geopolitico e culturale. Co-autore del libro \u201cCattolici e politica, un\u2019agenda per il domani\u201d (Ancora, Milano, 2008). Co-fondatore nel 2009, e attuale direttore, dell\u2019Agenzia di stampa \u201cAgenda Domani\u201d.","sameAs":["http:\/\/www.facebook.com\/GiuseppeDavicino","https:\/\/x.com\/GDavicino"],"url":"https:\/\/www.agendadomani.it\/?author=2"}]}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p5LjH8-2dM","jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.agendadomani.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Viktor-Orban.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.agendadomani.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8542","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.agendadomani.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.agendadomani.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.agendadomani.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.agendadomani.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8542"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.agendadomani.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8542\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8547,"href":"https:\/\/www.agendadomani.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8542\/revisions\/8547"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.agendadomani.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8543"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.agendadomani.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8542"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.agendadomani.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8542"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.agendadomani.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8542"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}