{"id":632,"date":"2010-03-06T23:18:17","date_gmt":"2010-03-06T22:18:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.agendadomani.it\/?p=632"},"modified":"2010-03-06T23:18:17","modified_gmt":"2010-03-06T22:18:17","slug":"quale-spazio-per-i-cattolici-in-politica-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.agendadomani.it\/?p=632","title":{"rendered":"Quale spazio per i cattolici in politica?"},"content":{"rendered":"<p><big><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><em>Intervento al <a href=\"https:\/\/www.agendadomani.it\/?p=616\" target=\"_blank\">convegno<\/a> &#8220;Quale spazio per i cattolici in politica?&#8221;, organizzato da &#8220;Persona \u00e8 futuro&#8221;, &#8220;Libert\u00e0 e Comunit\u00e0&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center\">______________________________________________________________________________________<br \/>\n<a href=\"#1\" target=\"_self\">Politica \u201cvuota\u201d e ispirazione sturziana<\/a> &#8211; <a href=\"#2\" target=\"_self\">Il disorientamento della sinistra<\/a> &#8211; <a href=\"#3\" target=\"_self\">La politica subordinata alla finanza speculativa<\/a> &#8211; <a href=\"#4\" target=\"_self\">Quale \u201cspazio\u201d per i cattolici<\/a> &#8211; <a href=\"#5\" target=\"_self\">Un impegno in tre direzioni:<\/a> <em><a href=\"#5a\" target=\"_self\">economia e lavoro,<\/a> <a href=\"#5b\" target=\"_self\">istituzioni,<\/a> <a href=\"#5c\" target=\"_self\">pace e relazioni internazionali<\/a><\/em><br \/>\n______________________________________________________________________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Per chi si pone nell&#8217;atteggiamento, auspicato dalla <em>Gaudium et Spes, <\/em>di<em> <\/em>\u201c<em>scrutare i segni dei tempi<\/em>\u201d e di cercare di \u201c<em>interpretarli alla luce del Vangelo<\/em>\u201d (<em>Gaudium et Spes<\/em> n.4), lo spazio per i cattolici in politica non potr\u00e0 che essere corrispondente alla capacit\u00e0 che dimostreremo, di cogliere le sfide del tempo in cui viviamo.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">\u00c8 chiaro che per cogliere i nodi problematici del nostro tempo occorrono almeno due condizioni.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Bisogna che ci sia un riferimento valoriale: i valori su cui si fonda la democrazia ed i valori che costituiscono il nucleo della dottrina sociale della Chiesa.<\/p>\n<p>Inoltre, occorre un riferimento e un radicamento sociale preciso, che dia sostanza agli ideali, declinandoli nel concreto. Questo riferimento sociale per il cattolicesimo sociale e politico non pu\u00f2 che essere quello <em>popolare<\/em>. In questo modo si propone un&#8217;idea di politica non viene fatta dalle <em>\u00e9lites<\/em> sulla testa delle persone, ma che \u00e8 il frutto della partecipazione ed aspira al \u201cbene comune\u201d.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><em><strong><a name=\"1\"><\/a><\/strong><\/em><em><strong>Politica \u201cvuota\u201d e ispirazione sturziana<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Partendo da una simile premessa, a mio avviso, appare prioritario capire quale capacit\u00e0 di analisi e di iniziativa i cattolici sono oggi in grado di attuare, prima ancora che la questione di come ci si schiera e di come ci si organizza nei partiti, o almeno in quel che ne \u00e8 rimasto, dopo la fine della \u201cprima repubblica\u201d. I cattolici che condividono uno stesso programma possono infatti trovarsi e organizzarsi, per motivi diversi, tanto nel Partito Democratico, quanto al centro in un nuovo partito d&#8217;ispirazione cristiana, come propone Savino Pezzotta, oppure nel centro-destra, a condizione che essi siano legati non solo da convenienze di ordine contingente ma da una strategia politica complessiva. Questa in fondo \u00e8 anche la lezione che ci viene da Sturzo. Non si tratta di aspettare che tutti i cattolici si mettano d&#8217;accordo in politica. Quei cattolici che condividono un medesimo progetto possono intraprendere, sotto la loro diretta responsabilit\u00e0 un medesimo cammino, dandosi anche un&#8217;organizzazione adeguata. \u00c8 proprio questo che pi\u00f9 manca ai nostri giorni, quello che costituiva invece l&#8217;anima del Partito Popolare sturziano: un programma, l&#8217;indicazione di alcune priorit\u00e0 per cui mobilitarsi. Ma per far questo occorre saper \u201c<em>scrutare i segni dei tempi<\/em>\u201d, una capacit\u00e0 di lettura di questo particolare momento, che appare largamente deficitaria, e non solo tra i cattolici.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">\n<p>Nel durissimo <span style=\"text-decoration: underline\"><a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/editoriali\/10_marzo_03\/ernesto_galli_della_loggia_il_fantasma_di_un_partito_6bbaa0bc-2689-11df-b168-00144f02aabe.shtml\" target=\"_blank\">editoriale<\/a><\/span> del 3 marzo scorso del <em>Corriere della sera<\/em> sull&#8217;esperienza del partito del Popolo della Libert\u00e0, Galli della Loggia ha buon gioco nel rilevare che dai primi anni Novanta \u00e8 \u00ab<em>rimasto un vuoto che il Paese non \u00e8 riuscito a colmare. Non si \u00e8 affacciata sulla scena nessuna visione per l\u2019avvenire, nessuna idea nuova, nessun\u2019indicazione significativa, nessuna nuova energia realmente politica \u00e8 scesa in campo. Niente<\/em>\u00bb. Questa affermazione apparir\u00e0 pure eccessivamente drastica; essa tuttavia ci aiuta a riflettere sullo stato attuale della politica.<\/p>\n<p>Oltre al grave ed evidente deterioramento morale della vita pubblica, in questi anni vi \u00e8 stato il vuoto della politica, l&#8217;assenza di idee per il futuro: questa sembra proprio una descrizione di quanto \u00e8 accaduto, ma con due importanti precisazioni da aggiungere.<\/p>\n<p><em><strong><a name=\"2\"><\/a><\/strong><\/em><em><strong>Il disorientamento della sinistra<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Il primo rilievo \u00e8 che questo vuoto della politica ha riguardato <em>tutti<\/em> gli schieramenti. Ed a farne le spese \u00e8 stata soprattutto la sinistra in quasi tutta Europa. Come da pi\u00f9 parti ormai viene rilevato, e come si \u00e8 visto benissimo nelle scorse elezioni europee e nelle elezioni politiche tedesche dello scorso settembre (con lo storico tracollo dei socialdemocratici al 23%), la crisi del neo-liberismo ha punito tendenzialmente i partiti e i movimenti progressisti, mentre non ha sinora eroso consensi alle forze conservatrici.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Credo che vada considerato attentamente questo dato. La crisi dei partiti socialisti e progressisti europei non \u00e8 una crisi passeggera di consenso, non \u00e8 la bocciatura di una determinata politica. Ma si tratta di una cosa ben pi\u00f9 grave: \u00e8 una caduta di credibilit\u00e0 verso il proprio elettorato. Alla sinistra viene rimproverato di non aver saputo difendere i lavoratori ed i ceti pi\u00f9 deboli, di aver adottato il \u201cpensiero unico\u201d neo-liberista, di averlo applicato, in certi casi, addirittura con pi\u00f9 zelo e rigore dei governi conservatori, e, cosa ancor pi\u00f9 grave, di non essersi accorta per tempo che quel sistema, del \u201ccapitalismo tecno-nichilista\u201d, come lo ha definito il prof. Magatti, era entrato irrimediabilmente in crisi. Cos\u00ec abbiamo assistito, non solo qui da noi ma anche in Francia e Germania, ad un dibattito, quasi a parti invertite, in cui la destra moderata rilanciava l&#8217;economia sociale di mercato e la necessit\u00e0 di regolare meglio i mercati finanziari, avendo capito in anticipo la portata della crisi che andava profilandosi.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">\n<p lang=\"it-IT\"><em><strong><a name=\"3\"><\/a><\/strong><\/em><em><strong>La politica subordinata alla finanza speculativa<\/strong><\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">L&#8217;altra precisazione da fare sulla vuotezza progettuale della politica di questi anni, \u00e8 che questa assenza di idee non ha affatto coinciso con una assenza di decisioni politiche. Al contrario, negli ultimi vent&#8217;anni in ambito nazionale, comunitario, internazionale sono state fatte scelte di portata storica, che hanno ridisegnato la struttura delle societ\u00e0 occidentali (nella direzione di una spogliazione di risorse e di una tendenza di massa all&#8217;impoverimento) ed hanno cambiato i processi produttivi e rivoluzionato i rapporti tra gli stati e le aree geo-politiche del mondo. Solo che a guidare queste scelte non sono stati tanto i governi, legittimati dal voto democratico, quanto piuttosto pochi e potentissimi centri di potere in grado di condizionare le istituzioni secondo i loro interessi, decisamente di parte, e non secondo gli interessi generali della collettivit\u00e0.<\/p>\n<p>A suo modo abbiamo assistito ad una rivoluzione. Ma \u00e8 avvenuta una rivoluzione <em>sui generis<\/em>, non dei pi\u00f9 deboli sui pi\u00f9 forti, ma delle gi\u00e0 ricchissime <em>\u00e9lites<\/em> economiche e finanziarie transnazionali a scapito dei lavoratori e delle famiglie, che si sono visti sottrarre una quota consistente della ricchezza prodotta, che \u00e8 passata dalla remunerazione del lavoro ad incrementare oltremisura i profitti speculativi.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Tutto ci\u00f2 si \u00e8 svolto per anni senza un&#8217;informazione ed un dibattito pubblico adeguato su quanto stava avvenendo, mentre noi lo sentivamo sulla nostra &#8220;carne&#8221; di lavoratori, di famiglie, di amministratori e di responsabili a vario titolo della \u201ccosa pubblica\u201d; lo vedevamo nei nostri territori, con il crollo del tenore di vita delle famiglie, con il lavoro sempre pi\u00f9 precario e raro, con stipendi, profitti di attivit\u00e0 commerciali e artigianali, pensioni, che non bastano pi\u00f9 a sopperire alle necessit\u00e0 familiari.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">\n<p lang=\"it-IT\">Il gioco della grande speculazione \u00e8 ben lungi dall&#8217;esser terminato, come dimostrano gli attacchi speculativi in corso sulla moneta unica europea, ma adesso, a differenza che nel recente passato, non pu\u00f2 pi\u00f9 essere tenuto nascosto, e tutti vedono cosa si \u00e8 prodotto: si sono prodotte le bolle speculative che fino a ieri mettevano nei guai le grandi banche e che oggi rischiano di ripercuotersi sul \u201cdebito sovrano\u201d degli stati; si sono creati grossi squilibri economici e sociali con un vertiginoso aumento delle disuguaglianze; si \u00e8 messa in gravissima crisi la classe media europea; si sta mettendo a repentaglio il grado di avanzamento industriale e tecnologico e di coesione raggiunti dalle societ\u00e0 europee nel dopoguerra.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><em><strong><a name=\"4\"><\/a><\/strong><\/em><em><strong>Quale \u201cspazio\u201d per i cattolici<\/strong><\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Qui, a questo punto, riprenderei il tema dello \u201cspazio per i cattolici\u201d: io lo collocherei esattamente qui, nelle contraddizioni, nelle incertezze, nelle inquietudini, nelle tensioni aperte dall&#8217;attuale crisi. Nella misura in cui sapremo leggerle, interpretarle, governarle, ci ritaglieremo uno spazio in politica, nel senso che saremo una voce significativa per i cittadini di questo nostro tempo.<\/p>\n<p>Ma qui vedo anche tutte le difficolt\u00e0 di questa sfida. Una sfida che certo non potremo sostenere da soli, ma, laicamente, con tutti gli uomini di buona volont\u00e0, soprattutto con quanti sanno \u201cosare il futuro\u201d, e cercano di tramutare questa crisi in una \u00ab<em>occasione di discernimento e di nuova progettualit\u00e0<\/em>\u00bb, come ci invita a fare la <em>Caritas in veritate<\/em>.<\/p>\n<p>Trovo opportuno almeno citare alcuni temi sui quali si potrebbe caratterizzare questo \u201cspazio\u201d dei cattolici in politica per i tempi in cui viviamo.<\/p>\n<p>Fare di questa crisi l&#8217;occasione per una nuova progettualit\u00e0 non esprime solo la volont\u00e0 di concorrere a progettare il futuro con speranza, ma nel contempo dimostra la consapevolezza che \u00e8 questa l&#8217;ora in cui tutti devono fare tutto il possibile per tentare di correggere la rotta, poich\u00e9 proseguendo per la via di questi anni aumentano le probabilit\u00e0, in un modo o nell&#8217;altro, ed in tempi non necessariamente ravvicinati, di avere serie difficolt\u00e0 di tenuta degli equilibri politici sul piano dell&#8217;ordine sociale, sul piano della democrazia, sul piano militare.<\/p>\n<p>Occorre, quindi il coraggio di osare nella ricerca di soluzioni per i problemi che ci troviamo di fronte. Come afferma ancora la <em>Caritas in veritate<\/em>, \u00ab<em>la crisi ci obbliga a riprogettare il nostro cammino, a darci nuove regole e a trovare nuove forme di impegno, a puntare sulle esperienze positive e a rigettare quelle negative<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><em><strong><a name=\"5\"><\/a><\/strong><\/em><em><strong>Un impegno in tre direzioni<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Lo spazio di impegno che ci si prospetta, credo non possa fare a meno di aprirsi almeno in tre grandi direzioni: quella economico-sociale, quella istituzionale, quella internazionale.<\/p>\n<p><em><strong><a name=\"5a\"><\/a><\/strong><\/em>Sul piano del rilancio dell&#8217;economia, il presupposto per ogni nuova seria politica economica \u00e8 che si riesca a mettere un freno almeno alle forme pi\u00f9 spregiudicate di speculazione. Io credo che questi temi debbano rientrare nei discorsi dei cattolici in politica, perch\u00e9 stanno avvenendo delle cose gravissime. Il fatto \u00e8 che la recessione mondiale non ha rallentato la speculazione delle grande banche d&#8217;affari ma l&#8217;ha resa se possibile ancora pi\u00f9 aggressiva. Salvati da aiuti pubblici di entit\u00e0 mai viste prima nella storia, i protagonisti della finanza speculativa non hanno fatto altro sinora che aumentare l&#8217;azzardo, anzich\u00e9 mettersi al servizio dell&#8217;economia reale.<\/p>\n<p>Faccio un solo esempio, fra i tanti possibili. Nei giorni scorsi diversi organi di stampa hanno riportato un <span style=\"text-decoration: underline\"><a href=\"http:\/\/www.nytimes.com\/2010\/02\/25\/business\/global\/25swaps.html\" target=\"_blank\">articolo<\/a><\/span> comparso sul <em>New York Times<\/em> dello scorso 24 febbraio sulle modalit\u00e0 con le quali \u00e8 stata messa a punto la speculazione in corso sui Paesi pi\u00f9 deboli della zona Euro. Nel settembre scorso, e dunque in piena crisi, una piccola societ\u00e0 britannica, la <em>Markit Group<\/em>, sponsorizzata da alcune fra le principali banche d&#8217;affari internazionali, ha ideato un indice finanziario <em>ad hoc<\/em>, costituito dai 15 CDS (<em>Credit default swaps<\/em>) pi\u00f9 scambiati in Europa, per consentire agli operatori finanziari di scommettere sul fallimento della Grecia e di altri Paesi europei in difficolt\u00e0 come Spagna, Portogallo, Italia.<\/p>\n<p>Come pu\u00f2 l&#8217;Unione Europea permettere che avvengano simili manovre? \u00c8 come se durante l&#8217;incendio di un bosco, mentre tutti sono mobilitati per spegnere le fiamme, a qualcuno venisse permesso di girare con un elicottero per spargere benzina in quantit\u00e0 abbondante! Quando invece basterebbe veramente poco per evitare gli effetti pi\u00f9 socialmente dolorosi di queste speculazioni: basterebbe consentire di stipulare CDS sul debito sovrano solo a coloro che detengono titoli pubblici e solo sullo stato che ha emesso i titoli di cui uno \u00e8 in possesso.<\/p>\n<p>Sono convinto che le forze sociali, sindacali, politiche possano dare un sostegno importante all&#8217;introduzione di regole pi\u00f9 efficaci contro la speculazione, a condizione per\u00f2 che se ne parli, che lo si avverta come un problema prioritario.<\/p>\n<p>L&#8217;assolutizzazione del profitto sta distruggendo il normale ciclo economico. Occorre pensare ad un nuovo compromesso tra capitalismo e democrazia che sar\u00e0 possibile solo con una nuova politica economica, non pi\u00f9 dogmaticamente legata all&#8217;ideologia neoliberista ma ispirata ai principi dell&#8217;economia sociale di mercato. I cattolici che si definiscono socialmente aperti o addirittura progressisti farebbero bene a riflettere su queste cose e non farsele sempre ricordare da politici di destra come Tremonti (il politico italiano pi\u00f9 impegnato nella lotta alla speculazione finanziaria) o da Sarkozy, che ha chiesto ed ottenuto che la \u201cconcorrenza\u201d non fosse pi\u00f9 considerata un fine dell&#8217;Unione Europea, ma un semplice strumento, subordinato al progresso dei popoli.<\/p>\n<p>La competizione esasperata che si \u00e8 prodotta in questi ultimi due decenni nel commercio internazionale ha richiesto sacrifici durissimi ai lavoratori, ed in parte erano inevitabili. Tuttavia, fino a quando potremo continuare a contenere i costi per mantenere competitivi i nostri prodotti, tenendo bassi i salari, precarizzando il lavoro, diminuendo le prestazioni sociali ed assistenziali? \u00c8 evidente che questi processi non potranno procedere all&#8217;infinito senza mettere a rischio la coesione sociale. Ci dovr\u00e0 pur essere un punto di equilibrio perch\u00e9 altrimenti, se tutti i Paesi comprimono la domanda interna per essere pi\u00f9 competitivi per le esportazioni, chi alla fine avr\u00e0 i soldi per comprare i prodotti? Non si rischia in questo modo di aggravare indefinitamente la recessione e di ingigantire il problema della sovra-produzione?<\/p>\n<p>Ecco che allora si pone il problema di come governare e rendere graduale e sostenibile il commercio internazionale. Bisogna sfatare il mito della \u201cconcorrenza\u201d come un fine in s\u00e9. Nella giusta misura essa contribuisce alla crescita, ma tocca alla politica darle un senso ed orientarla ad un miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori e dei popoli.<\/p>\n<p>Il nostro sistema produttivo, con le sue filiere ed i suoi distretti specializzati appare ancora in grado di sostenere qualunque competizione, a condizione per\u00f2 che la gara si svolga ad armi pari. Perch\u00e9 se invece si deve competere con chi non rispetta orari di lavoro, eroga salari anche di trenta volte inferiori ai nostri, utilizza il lavoro minorile, \u00e8 sgravato da oneri sociali, ignora la questione ambientale, allora \u00e8 evidente che ci troviamo di fronte ad una competizione falsata.<\/p>\n<p>Credo che dobbiamo riflettere molto su questi fenomeni, come cattolici e come cittadini, perch\u00e9 senza una nuova politica economica che parli di <em>re-industrializzazione<\/em>, di opzioni per favorire il mercato interno all&#8217;Unione Europea, di decisioni su quali settori produttivi mantenere o reimpiantare in Europa e quali aprire agli scambi internazionali, difficilmente potremo rimanere ancora a lungo nel novero dei Paesi pi\u00f9 industrializzati o anche solo essere certi di garantire la pace sociale.<\/p>\n<p>Il governo francese ha dimostrato di voler almeno provare a mettere in campo idee nuove. Ad esempio si \u00e8 proposto di aumentare di un quarto il volume della produzione \u201cfatta in Francia\u201d entro il 2015, di accrescere il controllo strategico delle aziende di cui lo stato \u00e8 azionista, di istituire una \u201c<em>carbon tax<\/em>\u201d sulle importazioni di prodotti fabbricati in Paesi che non fanno osservare, o non hanno ancora, vincoli di rispetto dell&#8217;ambiente. Per quanto queste siano delle proposte che faranno inorridire molti degli economisti ultraliberisti che fanno opinione &#8211; gli stessi che fino a due anni fa negavano la crisi &#8211; esse sono, a mio avviso, dei tasselli imprescindibili per una nuova politica economica adatta ai tempi in cui ci troviamo e credibile come risposta al tramonto del neo-liberismo. Come, all&#8217;uscita dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale, i cattolici furono capaci di elaborare idee e documenti (il Codice di Camaldoli, il Programma di Milano, ecc,) che avrebbero contribuito allo sviluppo successivo del Paese, cos\u00ec oggi che usciamo dalle macerie di una crisi che ha gi\u00e0 distrutto una quantit\u00e0 di ricchezza paragonabile a quella dell&#8217;ultimo conflitto mondiale, i cattolici dovrebbero sentire il dovere di uscire dagli stereotipi dell&#8217;ideologia neo-liberista per contribuire a definire una nuova politica economica, volta al rispetto della dignit\u00e0 della persona ed ad un capitalismo dal volto umano.<\/p>\n<p>In definitiva si tratta di passare dal sistema attuale in cui il commercio internazionale \u00e8 modellato per gratificare la speculazione finanziaria, e con questo provoca una sempre maggiore caduta dei livelli di vita dei lavoratori e delle famiglie, ad un sistema di scambi globali basato sulla cooperazione tra le principali aree economiche del mondo, in cui la maggior ricchezza prodotta entri nelle tasche dei lavoratori e nei bilanci degli stati ed aiuti ciascun sistema economico a progredire.<\/p>\n<p><em><strong><a name=\"5b\"><\/a><\/strong><\/em>Un secondo tema che pu\u00f2 caratterizzare lo spazio dei cattolici in politica \u00e8, a mio parere quello istituzionale. Dopo 17 anni di elezione diretta di sindaci e di presidenti di provincia e di regione, ne vediamo oggi tutti i guasti per la democrazia. La questione morale ha assunto dei contorni allarmanti, \u00e8 stato umiliato il ruolo delle assemblee elettive, con grave danno per la loro capacit\u00e0 di rappresentanza. Per le istituzioni locali si sono frettolosamente sposate, anche da parte di giovani costituzionalisti cattolici, le posizioni presidenzialiste della destra. Tutto ci\u00f2 pesa sulla democrazia, sulla vita dei partiti, che assomigliano sempre pi\u00f9 a conglomerati di potentati regionali e locali, non pi\u00f9 controllati dal centro. Mi sembra urgente una riflessione ed un&#8217;iniziativa che tenda a ridare sostanza al confronto politico negli Enti Locali, riequilibrando i poteri tra gli Esecutivi ed i Consigli.<\/p>\n<p>Ci sono poi gli equivoci e le illusioni che in questi anni si sono consumati sul bipolarismo. Ci si \u00e8 illusi che il bipolarismo potesse fondarsi solo sulle regole e ci si \u00e8 dimenticati che c&#8217;\u00e8 bipolarismo solo quando vi sono realmente pi\u00f9 progetti politici tra loro in competizione. Si \u00e8 pensato di garantire l&#8217;alternanza con il maggioritario per poi scoprire che, da sempre in questo Paese esiste un blocco sociale che se messo di fronte all&#8217;alternativa secca tra sinistra e centro &#8211; destra  sceglie il centro \u2013 destra. Solo il sistema elettorale proporzionale potrebbe dare qualche <em>chance<\/em> per delle future formule politiche di centro- sinistra. Ma forse oggi \u00e8 tardi anche per questi discorsi, poich\u00e9 l&#8217;attuale assetto, maggioritario e con liste bloccate, peggiore della legge Acerbo, come non ha mancato di rilevare Mino Martinazzoli, appare difficilmente reversibile per le normali vie parlamentari.<\/p>\n<p><em><strong><a name=\"5c\"><\/a><\/strong><\/em>Infine, indicherei una terza caratteristica dello spazio dei cattolici in politica, nell&#8217;attenzione all&#8217;evoluzione attuale delle relazioni internazionali. Data l&#8217;estrema complessit\u00e0 dei temi mi limito a formulare due domande.<\/p>\n<p>Visto che tra i padri fondatori dell&#8217;Europa figurano anche vari statisti cattolici come Adenauer, De Gasperi e Schuman, possiamo allora chiederci qual \u00e8 il contributo che possiamo dare oggi alla costruzione della nuova Europa. Si avverte il problema di dare un&#8217;anima a questa Europa, troppo spesso condizionata dagli interessi delle varie <em>lobbies<\/em> e poco vicina ai problemi dei cittadini, che anzi spesso contribuisce a complicare con prescrizioni burocratiche non sempre comprensibili e di buon senso. Si pone anche il problema di affermare relazioni con le aree geografiche vicine, come la Russia, la Turchia e l&#8217;Iran, il Medio \u2013 Oriente e il Nord Africa, che riflettano gli interessi e i desideri di pace europei e non gli interessi di gruppi di pressione internazionali, delle lobbies petrolifere o di quelle dell&#8217;industria bellica.<\/p>\n<p>La seconda domanda scaturisce dalle preoccupazioni per l&#8217;instabilit\u00e0 internazionale, in particolare per le guerre dell&#8217;Occidente in Medio Oriente che proseguono, quasi ininterrottamente dal 1991, e per l&#8217;opera di destabilizzazione del terrorismo internazionale. La domanda \u00e8: su questi temi come cattolici, che hanno pagato anche sulla loro pelle le conseguenze del terrorismo interno (anche se poi tanto interno non lo \u00e8 mai stato) degli \u201canni di piombo\u201d, sono in grado di esprimere una loro visione di questi fenomeni, oppure ci si accoda nella risposta \u201cmuscolare\u201d dei neo-conservatori, solo in una forma un poco pi\u00f9 attenuata? Anche dal confronto con questo tipo di (complicatissime) questioni passa oggi la definizione di uno spazio per quei cattolici che in politica ambiscano ad essere non semplici spettatori sprovveduti, ma soggetti consapevoli delle urgenze della nostra epoca.<\/big><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Politica \u201cvuota\u201d e ispirazione sturziana \u2013 Il disorientamento della sinistra \u2013 La politica subordinata alla finanza speculativa \u2013 Quale \u201cspazio\u201d per i cattolici \u2013 Un impegno in tre direzioni: economia e lavoro, istituzioni, pace e relazioni internazionali.<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wpai_generated_summary":"","_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[5],"tags":[23,30],"class_list":["post-632","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-politica","tag-catt-dem","tag-crisi"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.3 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Quale spazio per i cattolici in politica? - Agenda Domani<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.agendadomani.it\/?p=632\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Quale spazio per i cattolici in politica? - Agenda Domani\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Politica \u201cvuota\u201d e ispirazione sturziana \u2013 Il disorientamento della sinistra \u2013 La politica subordinata alla finanza speculativa \u2013 Quale \u201cspazio\u201d per i cattolici \u2013 Un impegno in tre direzioni: economia e lavoro, istituzioni, pace e relazioni internazionali.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.agendadomani.it\/?p=632\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Agenda Domani\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/AgendaDomani\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2010-03-06T22:18:17+00:00\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Gianni Bottalico\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@GianniBottalic1\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@AgendaDomani\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Gianni Bottalico\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"16 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.agendadomani.it\\\/?p=632#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.agendadomani.it\\\/?p=632\"},\"author\":{\"name\":\"Gianni Bottalico\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.agendadomani.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/a3be04bbe2ef2959390bf543af5e4fdb\"},\"headline\":\"Quale spazio per i cattolici in politica?\",\"datePublished\":\"2010-03-06T22:18:17+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.agendadomani.it\\\/?p=632\"},\"wordCount\":3172,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.agendadomani.it\\\/#organization\"},\"keywords\":[\"cattolici democratici\",\"crisi\"],\"articleSection\":[\"Politica\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.agendadomani.it\\\/?p=632#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.agendadomani.it\\\/?p=632\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.agendadomani.it\\\/?p=632\",\"name\":\"Quale spazio per i cattolici in politica? - Agenda Domani\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.agendadomani.it\\\/#website\"},\"datePublished\":\"2010-03-06T22:18:17+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.agendadomani.it\\\/?p=632#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.agendadomani.it\\\/?p=632\"]}]},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.agendadomani.it\\\/?p=632#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.agendadomani.it\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Quale spazio per i cattolici in politica?\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.agendadomani.it\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.agendadomani.it\\\/\",\"name\":\"Agenda Domani\",\"description\":\"Per un laicato nuovo, coraggioso e responsabile - Rivista on line\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.agendadomani.it\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.agendadomani.it\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.agendadomani.it\\\/#organization\",\"name\":\"Agenda Domani\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.agendadomani.it\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.agendadomani.it\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.agendadomani.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2015\\\/02\\\/logo-AD-affusolato.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.agendadomani.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2015\\\/02\\\/logo-AD-affusolato.jpg\",\"width\":160,\"height\":160,\"caption\":\"Agenda Domani\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.agendadomani.it\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/AgendaDomani\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/AgendaDomani\",\"https:\\\/\\\/t.me\\\/AgendaDomani\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.agendadomani.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/a3be04bbe2ef2959390bf543af5e4fdb\",\"name\":\"Gianni Bottalico\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/8f699dd9243733b07a2c56f882ebbce0a02e2205573264a2e587515f6359eb4d?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/8f699dd9243733b07a2c56f882ebbce0a02e2205573264a2e587515f6359eb4d?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/8f699dd9243733b07a2c56f882ebbce0a02e2205573264a2e587515f6359eb4d?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Gianni Bottalico\"},\"description\":\"Nato a Bari nel 1957, si trasferisce presto a Seregno (Mb). \u00c8 sposato e ha un figlio. Dal 2013 al 2016 presidente nazionale delle Acli. \u00c8 stato presidente delle Acli provinciali di Milano, Monza e Brianza dal 2004 al 2012, componente del Consiglio Nazionale e della Direzione Nazionale Acli e dal 2012 vicepresidente nazionale, con delega alla Comunicazione. Ha acquisito una lunga esperienza professionale come Responsabile Commerciale e Marketing in una importante societ\u00e0 di servizi. Ha inoltre ricoperto incarichi politici e istituzionali: nel 1987 \u00e8 stato eletto Consigliere comunale e poi, nel 1991, Assessore ai Servizi Sociali e alle Attivit\u00e0 Produttive nella citt\u00e0 di Seregno. Ha collaborato con il cardinale Dionigi Tettamanzi per il progetto del Fondo diocesano di solidariet\u00e0 per le famiglie colpite dalla crisi e della disoccupazione.\",\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/x.com\\\/GianniBottalic1\"],\"url\":\"https:\\\/\\\/www.agendadomani.it\\\/?author=8\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Quale spazio per i cattolici in politica? - Agenda Domani","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.agendadomani.it\/?p=632","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Quale spazio per i cattolici in politica? - Agenda Domani","og_description":"Politica \u201cvuota\u201d e ispirazione sturziana \u2013 Il disorientamento della sinistra \u2013 La politica subordinata alla finanza speculativa \u2013 Quale \u201cspazio\u201d per i cattolici \u2013 Un impegno in tre direzioni: economia e lavoro, istituzioni, pace e relazioni internazionali.","og_url":"https:\/\/www.agendadomani.it\/?p=632","og_site_name":"Agenda Domani","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/AgendaDomani","article_published_time":"2010-03-06T22:18:17+00:00","author":"Gianni Bottalico","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@GianniBottalic1","twitter_site":"@AgendaDomani","twitter_misc":{"Scritto da":"Gianni Bottalico","Tempo di lettura stimato":"16 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.agendadomani.it\/?p=632#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.agendadomani.it\/?p=632"},"author":{"name":"Gianni Bottalico","@id":"https:\/\/www.agendadomani.it\/#\/schema\/person\/a3be04bbe2ef2959390bf543af5e4fdb"},"headline":"Quale spazio per i cattolici in politica?","datePublished":"2010-03-06T22:18:17+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.agendadomani.it\/?p=632"},"wordCount":3172,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.agendadomani.it\/#organization"},"keywords":["cattolici democratici","crisi"],"articleSection":["Politica"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.agendadomani.it\/?p=632#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.agendadomani.it\/?p=632","url":"https:\/\/www.agendadomani.it\/?p=632","name":"Quale spazio per i cattolici in politica? - Agenda Domani","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.agendadomani.it\/#website"},"datePublished":"2010-03-06T22:18:17+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.agendadomani.it\/?p=632#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.agendadomani.it\/?p=632"]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.agendadomani.it\/?p=632#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.agendadomani.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Quale spazio per i cattolici in politica?"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.agendadomani.it\/#website","url":"https:\/\/www.agendadomani.it\/","name":"Agenda Domani","description":"Per un laicato nuovo, coraggioso e responsabile - Rivista on line","publisher":{"@id":"https:\/\/www.agendadomani.it\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.agendadomani.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.agendadomani.it\/#organization","name":"Agenda Domani","url":"https:\/\/www.agendadomani.it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.agendadomani.it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.agendadomani.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/logo-AD-affusolato.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.agendadomani.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/logo-AD-affusolato.jpg","width":160,"height":160,"caption":"Agenda Domani"},"image":{"@id":"https:\/\/www.agendadomani.it\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/AgendaDomani","https:\/\/x.com\/AgendaDomani","https:\/\/t.me\/AgendaDomani"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.agendadomani.it\/#\/schema\/person\/a3be04bbe2ef2959390bf543af5e4fdb","name":"Gianni Bottalico","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/8f699dd9243733b07a2c56f882ebbce0a02e2205573264a2e587515f6359eb4d?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/8f699dd9243733b07a2c56f882ebbce0a02e2205573264a2e587515f6359eb4d?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/8f699dd9243733b07a2c56f882ebbce0a02e2205573264a2e587515f6359eb4d?s=96&d=mm&r=g","caption":"Gianni Bottalico"},"description":"Nato a Bari nel 1957, si trasferisce presto a Seregno (Mb). \u00c8 sposato e ha un figlio. Dal 2013 al 2016 presidente nazionale delle Acli. \u00c8 stato presidente delle Acli provinciali di Milano, Monza e Brianza dal 2004 al 2012, componente del Consiglio Nazionale e della Direzione Nazionale Acli e dal 2012 vicepresidente nazionale, con delega alla Comunicazione. Ha acquisito una lunga esperienza professionale come Responsabile Commerciale e Marketing in una importante societ\u00e0 di servizi. Ha inoltre ricoperto incarichi politici e istituzionali: nel 1987 \u00e8 stato eletto Consigliere comunale e poi, nel 1991, Assessore ai Servizi Sociali e alle Attivit\u00e0 Produttive nella citt\u00e0 di Seregno. Ha collaborato con il cardinale Dionigi Tettamanzi per il progetto del Fondo diocesano di solidariet\u00e0 per le famiglie colpite dalla crisi e della disoccupazione.","sameAs":["https:\/\/x.com\/GianniBottalic1"],"url":"https:\/\/www.agendadomani.it\/?author=8"}]}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p5LjH8-ac","jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.agendadomani.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/632","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.agendadomani.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.agendadomani.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.agendadomani.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.agendadomani.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=632"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.agendadomani.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/632\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.agendadomani.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=632"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.agendadomani.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=632"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.agendadomani.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=632"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}