{"id":1459,"date":"2011-05-24T11:17:33","date_gmt":"2011-05-24T10:17:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.agendadomani.it\/?p=1459"},"modified":"2011-05-24T11:17:33","modified_gmt":"2011-05-24T10:17:33","slug":"il-messaggio-di-pace-dellassemblea-di-kingston","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.agendadomani.it\/?p=1459","title":{"rendered":"Il messaggio di pace dell&#8217;Assemblea di Kingston"},"content":{"rendered":"<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } -->Kingston (Giamaica) &#8211; I giorni centrali della <em>Convocazione ecumenica internazionale sulla pace <\/em>di Kingston si sono sviluppati attorno ai temi: <em>pace nella comunit\u00e0, pace con la terra, pace nell\u2019economia<\/em> e <em>pace tra i popoli<\/em>. Si tratta, \u00e8 evidente, di temi strettamente connessi l\u2019uno con gli altri; ed \u00e8 altrettanto evidente che parlare di pace rischia di rimanere qualcosa di generico, se non si ha la capacit\u00e0 di fornire delle indicazioni concrete su ci\u00f2 che contribuisce a crearne le condizioni: per questo le discussioni di Kingston vanno intese come un chiaro segnale da parte delle chiese in ordine ad un rinnovato, fattivo impegno per la pace.<\/p>\n<p>Ogni giornata \u00e8 stata dedicata a uno dei temi sopra indicati. Il metodo scelto \u00e8 stato quello del lavoro interattivo e di base. La mattina una serie di relazioni e\/o di tavole rotonde approfondivano le questioni sotto vari aspetti, anche in relazione ai diversi contesti geografici; seguivano nel pomeriggio una serie di seminari e <em>workshops<\/em>, finalizzati ad approfondire ulteriormente le problematiche e ad offrire qualche frammento di soluzione. In ogni caso con uno stile fortemente interattivo, anche in considerazione del fatto che molti partecipanti erano persone con responsabilit\u00e0 non piccole a livello ecclesiale cos\u00ec come civile: gli apporti propositivi potevano dunque venire non soltanto dagli esperti chiamati a svolgere le relazioni e guidare i seminari, ma in buona misura anche dai partecipanti stessi.<\/p>\n<p>Il primo tema (<em>pace nella comunit\u00e0<\/em>) va accolto in senso ampio, a comprendere sia la comunit\u00e0 ecclesiale che quella civile. La comunit\u00e0 \u00e8 il luogo nel quale le persone vivono, \u00e8 l\u2019humus naturale in cui l\u2019esistenza di ciascuno pu\u00f2 maturare e crescere. Ma \u00e8 sotto gli occhi di tutti che la vita delle comunit\u00e0 raramente \u00e8 segnata dalla pace. Pi\u00f9 spesso regnano la violenza e le tensioni tra le persone e i gruppi. Come passare da rapporti di prossimit\u00e0 polemici e negativi a rapporti maggiormente vivibili quando non addirittura godibili? Perch\u00e9 dare per scontato che <em>homo homini lupus<\/em>, e non invece pensare che sia possibile costruire una citt\u00e0 in cui vivere in armonia gli uni con gli altri? Purtroppo la violenza verso la donna, il razzismo o altre forme di discriminazione, la stessa violenza generata da forme pi\u00f9 o meno esplicite di fondamentalismo religioso rappresentano piaghe tutt\u2019altro che remote.<\/p>\n<p>Tra le voci che hanno scandito la giornata, una ha avuto una eco particolare: quella di Martin Luther King III, avvocato per i diritti umani e capo della <em>Southern Christian Leadership Conference<\/em>, ultimo figlio del grande assertore della dignit\u00e0 e dell\u2019uguaglianza tra le razze, ucciso a Memphis il 4 aprile 1968. \u00abHo un sogno, che un giorno questa nazione si sollevi e viva pienamente il vero significato del suo credo: \u201cRiteniamo queste verit\u00e0 di per se stesse evidenti: che tutti gli uomini sono stati creati uguali\u201d\u00bb. Queste espressioni di un celebre discorso del grande leader nero rischiano di risuonare ancora oggi come verit\u00e0 incompiute: l\u2019uguaglianza tra le persone sembra ancora un sogno pi\u00f9 che una realt\u00e0. Ma questo significa che la comunit\u00e0 \u00e8 malata, che ha bisogno di urgente rimedio sulla via di una pace vera tra tutti, nel reale riconoscimento della dignit\u00e0 di ogni persona umana.<\/p>\n<p>Il secondo tema (<em>pace con l\u2019ambiente<\/em>) \u00e8 altrettanto urgente e rimanda a tutto il ventaglio di questioni legate al rispetto della creazione e dei suoi elementi. La creazione infatti non \u00e8 stata posta nelle mani dell\u2019uomo perch\u00e9 questi possa abusarne a piacere; al contrario, il mandato di Dio impone all\u2019uomo un grande rispetto, una vera e propria cura di ci\u00f2 che gli \u00e8 stato affidato. Eppure i cambiamenti climatici che stanno devastando il pianeta minacciando la vita del genere umano sono sotto gli occhi di tutti. L\u2019indebito sfruttamento delle risorse rischia di portare entro pochi decenni a conseguenze impensabili; le catastrofi ambientali si rinnovano con progressione tutt\u2019altro che casuale, quasi logica conseguenza di un rapporto tra uomo e natura ormai compromesso. E\u2019 indispensabile ritrovare il senso di un Dio creatore che \u00e8 \u201cmadre e padre\u201d, e dunque un legamo sereno con una natura di cui non dobbiamo dimenticare il carattere intrinsecamente sacrale, come richiamava sr. Ernestina L\u00f6pez Bac, studiosa di teologia indigena latinoamericana: l\u2019occidente ha perduto il \u201crapporto con la terra\u201d e forse alcuni popoli dell\u2019America del Sud, dell\u2019Africa e dell\u2019Asia possono essere di stimolo verso una rinnovata comprensione del rapporto tra l\u2019uomo e il creato.<\/p>\n<p>Di qui una domanda imprescindibile: come comporre sviluppo e tutela dell\u2019ambiente? Sarebbe ingenuo pensare a un ritorno alla condizione preindustriale, cos\u00ec come sarebbe scorretto non riconoscere come positivo il fatto che interi popoli costretti fino a un tempo relativamente recente al sottosviluppo, ora stanno muovendo passi decisi verso condizioni di vita maggiormente evolute. E d\u2019altra parte tutto ci\u00f2 deve trovare il modo di comporsi armonicamente con la tutela della natura. Risparmio energetico e biotecnologie sono alcuni dei filoni sui quali \u00e8 necessario insistere in ordine al rispetto dell\u2019ambiente. In particolare occorre che le chiese svolgano con estremo rigore la loro parte, denunciando gli errori e indicando in maniera chiara la strada di uno sviluppo sostenibile e rispettoso dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p>E veniamo al terzo nodo, quello della <em>pace nell\u2019economia<\/em>: un nodo quanto mai attuale, anche alla luce della crisi finanziaria ed economica nella quale il mondo versa ormai da diversi anni. \u201cNon pu\u00f2 esserci pace senza giustizia economica, e non pu\u00f2 esserci giustizia economica senza un serio coinvolgimento di tutti\u201d: questa una possibile sintesi dei lavori della giornata.<\/p>\n<p>Troppi pensano che economia e giustizia siano due mondi separati, indipendenti: l\u2019economia ha le sue leggi, la giustizia si pone ai margini dell\u2019economia per correggerne le distorsioni. Occorre invece un cambio profondo: la giustizia deve porsi <em>al cuore<\/em> dell\u2019economia, per dettarne i criteri di fondo e le linee di marcia. Una economia senza giustizia, un\u2019economia che pensi che la giustizia sia soltanto un ostacolo al suo progresso, \u00e8 infatti destinata a rivelarsi fallace e traditrice.<\/p>\n<p>Un\u2019attenzione specifica merita a tale riguardo il fenomeno delle migrazioni. L\u2019articolo 13 della Dichiarazione universale dei diritti dell\u2019uomo, votato dall\u2019ONU nel 1948, riconosce ad ogni persona il diritto di muoversi liberamente e di scegliere di risiedere sul territorio di questo piuttosto che di quello stato. A distanza di 60 anni, cosa ne \u00e8 di tale diritto? Purtroppo tale diritto \u00e8 riconosciuto solo in linea di principio, non nei fatti. Del resto bisogna essere ciechi per non vedere lo stretto legame che sussiste tra migrazioni e sottosviluppo economico. A tutto ci\u00f2 spesso si collegano ulteriormente condizioni di violenza e di non libert\u00e0 nel proprio paese: in altri termini, \u00e8 impossibile pensare a soluzioni se non su scala internazionale, incentivando percorsi di autentico sviluppo sociale ed economico.<\/p>\n<p>Ma chi deve fare il primo passo? Tutti e ciascuno, nella consapevolezza che le cose cambieranno soltanto nella misura in cui sempre pi\u00f9 numerose saranno le persone e le comunit\u00e0 che investiranno le loro energie \u2013 di pensiero e di azione \u2013 nella costruzione di un mondo giusto, anche a partire dalle regole di un\u2019economia che ha urgente bisogno di nuovi valori e di nuove prospettive.<\/p>\n<p>Veniamo all\u2019ultimo filone, concernente la <em>pace tra i popoli<\/em>. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a una serie di questioni di notevole importanza, non da ultimo a causa di un contesto geopolitico che sembra deteriorarsi con il passare dei mesi. Si impone il desiderio di costruire rapporti e legami di pace tra i popoli e tra le nazioni; e questo impone che si deplori con schiettezza l\u2019uso e la produzioni di armi, specialmente le armi di sterminio, cos\u00ec come lo sfruttamento delle difficolt\u00e0 politiche di un altro paese allo scopo di facilitare i propri mercati, a partire da quello delle materie prime.<\/p>\n<p>Nessuno pone in discussione l\u2019importanza della sicurezza. Ma cosa significa \u201cproteggere\u201d? Significa inviare personale militare o non piuttosto deve comportare l\u2019impegno di favorire lo sviluppo locale? O ancora, pensando a contesti particolarmente spinosi come il Medio Oriente: occorre una pace giusta, che sappia accogliere le istanze di tutti i popoli presenti in quell\u2019area. Toccante da questo punto di vista \u00e8 stata la testimonianza di mons. Avak Asadourian, arcivescovo armeno di Baghdad. Negli ultimi 30 anni l\u2019Iraq ha conosciuto tre guerre, che hanno causato centinaia di migliaia di morti, impoverito l\u2019economia e distrutto il contesto sociale. E\u2019 tuttavia evidente che pace per l\u2019Iraq deve significare pace <em>per tutti gli iracheni<\/em>, nessuno escluso. E soprattutto senza escludere i cristiani che, come ha sottolineato mons. Asadourian, non sono una piccola minoranza ma una presenza storica e radicata all\u2019interno della nazione. Di rimando occorre incrementare i percorsi ecumenici: in Iraq le denominazioni cristiane riconosciute dal governo sono 14; i processi di pace devono essere sostenuti e promossi dai cristiani, e questo suppone una maggiore collaborazione tra le diverse confessioni.<\/p>\n<p>Quella irachena non \u00e8 comunque l\u2019unica area dove il richiamo alla pace suona di estrema attualit\u00e0. Gli esempi si potrebbero moltiplicare, passando da Isreale alla Libia fino ai molti conflitti che insanguinano il continente africano. Costruire la pace tra i popoli \u00e8 compito di tutti e di ciascuno. Ed \u00e8 un compito che deve toccare con particolare urgenza il cuore dei cristiani e delle chiese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I temi della Convocazione ecumenica internazionale sulla pace: pace nella comunit\u00e0, pace con la terra, pace nell\u2019economia e pace tra i popoli.<br \/> Le discussioni di Kingston vanno intese come un chiaro segnale da parte delle chiese in ordine ad un rinnovato, fattivo impegno per la pace.<br \/>\nIl documento conclusivo.<\/p>\n","protected":false},"author":20,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wpai_generated_summary":"","_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[3],"tags":[25,34,63],"class_list":["post-1459","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura","tag-chiesa","tag-ecumenismo","tag-pace"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.3 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il messaggio di pace dell&#039;Assemblea di Kingston - Agenda Domani<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.agendadomani.it\/?p=1459\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il messaggio di pace dell&#039;Assemblea di Kingston - Agenda Domani\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"I temi della Convocazione ecumenica internazionale sulla pace: pace nella comunit\u00e0, pace con la terra, pace nell\u2019economia e pace tra i popoli. 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