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Sicilia, la decrescita felice della politica

Il voto siciliano ci dice soprattutto che quella cospicua fascia di elettorato disillusa, e verosimilmente più debole dal punto di vista sociale ed economico, dentro la quale il M5S riusciva a pescare ampi consensi, sta esaurendo la propria pazienza. La risposta a queste istanze poco o nulla rappresentate costituisce una sfida per tutte le forze politiche in vista del voto nazionale.

Destra o sinistra? Ma le elezioni si vincono al centro

Non essendo (ancora?) una dittatura, il Paese convolerà nei prossimi mesi ad elezioni (probabilmente non anticipate). In queste ultime settimane il dibattito politico sembra essere incentrato più sul tipo di legge elettorale con cui andremo a votare, piuttosto che sui diversi programmi che dovrebbero contraddistinguere le forze politiche. Premesso che, …

Comunali 2016: in scena la vera rottamazione

La rottamazione – quella vera – è avvenuta domenica con il voto dei cittadini. Altro che quella in salsa renziana all’insegna del “levati tu, che mi ci metto io”: fuori  Letta e Bersani, dentro – sai che guadagno –  Luca Lotti e Maria Elena Boschi. La vera fine di un’epoca …

Comunali, atto primo

Nessuna grande città, nemmeno la “rossa” Bologna, consacra il sindaco al primo turno; il Pd cede consensi ma tiene un po’ ovunque; il M5S si propone come alternativa di governo, ma solo a Roma e Torino, mentre nel resto del Paese fatica ad emergere; il centro-destra dove si presenta unito …

Spagna, addio al bipartitismo

E’ una Spagna completamente diversa quella che esce dal voto del 20 dicembre. Per la prima volta una tornata elettorale – la dodicesima dal 1977, anno del ritorno alla democrazia – non fa emergere un netto vincitore. Il Partito popolare (Pp), del premier Mariano Rajoy, è primo ma ottiene appena …

Verso le elezioni d’inverno con un’agenda per il Paese

Le sfide che abbiamo di fronte oggi sono soprattutto quelle prodotte dal lungo dominio della finanza speculativa sull’economia e sulla politica. È di fronte a tali processi che, anche per i cattolici democratici, si definisce una nuova cultura politica riformatrice oltre la semplice ortodossia verso quelle che Benedetto XVI ha definito «le ideologie del liberismo radicale e della tecnocrazia».

I “cattolici” e le due destre

Si potrebbe dire che la dialettica Berlusconi – Monti in qualche modo riproduce lo scenario delle due destre, mettendole in contrapposizione nel momento in cui l’area della sinistra democratica appare favorita dalla presenza del Partito Democratico come soggetto plurale delle forze del riformismo italiano.