Africa, contro i disastri del politicamente corretto l’appello di Zanotelli

Quello di Padre Zanotelli è un atto di accusa grave e impietoso verso una informazione in pesante e continuo conflitto di interessi con i santuari del potere economico-finanziario transnazionale, che dettano legge in tutti i Tg e nelle redazioni dei grandi giornali, a loro volta snodi periferici di una catena globale dell’informazione in mano a chi controlla l’economia e la finanza a livello globale.

Non si può che sottoscrivere l’appello del missionario comboniano alla stampa italiana a rompere il silenzio sull’Africa. Ma i disastri provocati da un’informazione politicamente corretta sul continente africano sono enormi. Quella che nel 2011 ci diceva che i cadaveri riesumati a Bengasi da agenti britannici e francesi erano stragi perpetrate da Gheddafi contro il suo stesso popolo, quella che non ha speso una parola per denunciare nella Libia una volta invasa e devastata, la pulizia etnica dei neri. Nella sola Tawergha, città vicino a Misurata, ne sono “spariti” 40mila.

Per non parlare del Sud Sudan, una operazione del Pentagono, ammantata di scopi umanitari, per staccare le zone ricche di materie prime dal controllo del governo di Khartum, che invece non ha fatto altro che trasformare la guerra civile in una più grande e sanguinosa guerra.

La Francia, con governi di qualsiasi colore politico, procede che è una meraviglia nello sfruttamento di circa un quarto dell’Africa, precludendo lo sviluppo dei popoli tramite un odioso sistema di controllo della moneta, basato sul franco africano (Cfa) e usato da 14 Paesi (Camerun, Ciad, Gabon, Guinea Equatoriale, Rep. Centrafricana, Rep. del Congo, Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Guinea-Bissau, Mali, Niger, Senegal e Togo) che fa sì che una parte significativa della ricchezza di questi Paesi anziché venire utilizzata per il loro sviluppo, finisca nelle casse del Tesoro francese che detiene altresì il 65% delle riserve nazionali di questi 14 paesi. E che il ”cattivo” Gheddafi stava per rivoluzionare, essendo in procinto di lanciare una nuova moneta panafricana basata su 140 tonnellate fra oro e argento che erano detenute dalla Banca centrale di Tripoli e che sono state razziate dagli invasori, in parte anche per finanziare la guerra contro la Siria e per finanziare i terroristi dell’Isis.

Non c’è da stupirsi poi se i cinesi, che non lo fanno certo per filantropia, finiscano con l’esser considerati partner molto meno sgraditi in Africa.

L’Africa è una gigantesca testimonianza di quanto male faccia, a ogni latitudine, il discorso politicamente corretto, in termini di ingiustizie sociali, guerre e aumento delle disuguaglianze.

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