Coltivare lo sviluppo della persona umana per ricostruire politica, economia e comunità

L’Uomo è in primis cercatore di senso anche se magari lo ignora distratto dai ritmi e suggestioni della società. Aspirazione che deriva dalla nostra natura “pensante” più o meno sviluppata che sia. E’ il nostro tormento ma anche la grande bellezza. Qual è il senso dell’esistenza, storia e identità? Le risposte a questa domanda è decisiva per stabilire come costruiamo la nostra ricerca di felicità magari con una sbirciatina oltre la terra. “ Il pensiero fa la grandezza dell’uomo “ diceva Pascal e quindi la carenza di chiarezza e motivazioni limitano le nostre aspirazioni e possibilità. Rischiamo di soffocare negli angusti principi di autodeterminazione e soddisfazione materiale che portano all’individualismo. Le risposta alle domande di senso vengono dalla ragione in dialogo con l’ispirazione aperta al trascendente che, se non è fede, è almeno percezione e immaginazione di un “oltre”. Le arti sono l’evidenza dell’infinita bellezza che apre questo virtuoso rapporto tra cielo e terra: “ la logica vi porterà da A a B, l’immaginazione vi porterà dappertutto” sosteneva Einstein. Conseguenza è che l’essere umano più pensa più diventa consapevole e quindi più cittadino capace di esercitare la propria sovranità nello Stato migliorando i processi organizzativi cioè la democrazia. L’Uomo è il “Diritto” diceva Antonio Rosmini, l’origine e fine della società collocando quindi la persona alla massima altezza. “ La società di servitù e di signoria non è dunque una vera società” (A.Rosmini), abbiamo abolito in gran parte le schiavitù e segregazioni razziali ma sono tante oggi altre modalità di assoggettamento. L’ignoranza del non sapere è il mezzo subdolo che rende i cittadini succubi di chi detiene il potere a partire da quelli economici rapaci che determinano disuguaglianze profonde. L’essere della politica quindi precede la sua azione e sta nello sviluppo delle persone istruite dalle tre dimensioni essenziali: l’ideale, il morale e il reale. Seminare e coltivare la dimensione umana è quindi cruciale per ben ricostruire comunità, democrazia e modelli economici. Solo con questa consapevolezza antropologica possiamo ricostituire il DNA di salde comunità civili. In questi tempi svagati e confusi è questa l’azione primaria per originare nuove e più giuste società. E’ questa la principale sfida e compito anche per il movimenti cattolici che spesso si interrogano sulla capacità di incidenza politica. Una sfida culturale anticonformista da giocare nella società aperta e che se avrà consensi sulle idee, determinerà fatti politici. Un compito in Italia ma anche in Europa perché i “ragionieri” non bastano a rendere conto di ciò che conta e di ciò che va rifatto.

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