Svolta epocale!

Centro-destra al 37 per cento, con la Lega che sorpassa Forza Italia; M5S al 32 per cento, primo partito italiano; Pd sotto il 20 per cento; Liberi e Uguali appena sopra la soglia del 3. Questo il risultato di un’elezione che segna una svolta epocale della politica italiana.

Difficile fare previsioni sul futuro governo, poiché nessuno conquista la maggioranza assoluta in Parlamento. Abbiamo una coalizione vincente, capitanata dal leader leghista Matteo Salvini cui però mancherebbero parecchi seggi per costruire un governo e lo stesso accade per il partito vincitore, M5S il cui leader, Luigi Di Maio aspira anch’egli a palazzo Chigi senza averne i numeri. Arduo immaginare come realizzare un maggioranza parlamentare. Siamo al paradosso di una coalizione che domina la tornata elettorale ma il partito più votato non esce dalle sue fila ed è una forza difficilmente sommabile con le altre. Uno scenario, che confrontato a cosa accade in altri Paesi europei, pare inconcepibile, dando vita, anche per la pur fantasiosa politica italiana, ad un situazione davvero inedita.

Di certo c’è invece l’indiscutibile crollo del Pd di marca renziana, logorato da una scissione che ha permesso di dilapidare l’enorme capitale di fiducia, del 40 per cento ottenuto alle europee del 2014. Pare preistoria e forse davvero lo è, perché di mezzo c’è un referendum costituzionale perso nel peggiore dei modi. Se Atene piange, Sparta certo non ride, visto il pessimo risultato di Liberi e Uguali che obbliga l’intero campo della sinistra a un ripensamento complessivo della sua presenza e del suo progetto, fermo restando che  il grande  incontro dei riformismi italiani resta comunque valido esattamente come prima.

L’Italia dunque svolta a destra e nello stesso premia la novità pentastellata. Staremo a vedere come assicurare un governo al Paese, di fronte ad un’Europa che ci guarda con un misto di stupore e inquietudine,  proprio mentre la Germania ha ritrovato la sua stabilità.

In ogni caso, i cittadini hanno scelto.   Questa è la democrazia e la nostra inizia oggi una nuova fase che ci auguriamo sia proficua per tutti.

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