L’impegno per civilizzare i mercati

Se l’Economia “serve” pochi e non tutti, non serve. Se con i suoi mercati non crea occasione di benessere per l’intera comunità ovvero occupazione a cosa giova il nostro essere consumatori partecipi di questi cicli ? Se così non è non è un buon affare. La carenza di lavoro, con i risvolti negativi di dignità delle persone e di dissesto sociale, è oggi la questione primaria non soddisfatta dal sistema economico finanziario con gravi ripercussioni sulla stabilità politica.

Ben si capisce quindi che sia stato il tema centrale della recente 48ma settimana sociale dei cattolici. Intensa, argomentata e propositiva che avrebbe meritato più attenzione da parte dei media nazionali. Papa Francesco ha richiamato che le profonde disuguaglianze non sono un accidente della storia, ma la drammatica risultanza di regole economiche che la società decide di darsi e che occorre adattare i processi produttivi alle esigenze delle persone nel rispetto della casa comune cioè l’ambiente. Mica poco per non dire rivoluzionario. Insomma se l’homo sapiens viene sopraffatto da quello oeconomicus, diventa un bruto. Occorre che la comunione vinca sulla competizione e sul malinteso senso di efficienza a cui tutto si sacrifica: democrazia, giustizia, libertà, famiglia e terra. Dirompente quindi la proposta che la BCE inserisca nello Statuto il parametro dell’occupazione accanto a quello dell’inflazione come riferimenti per le scelte di politica economica. Un meccanismo per stimolare Stati e Imprese a impegnarsi di più per la creazione di posti di lavoro.

Scopo delle imprese è creare utili ma se questi non vengono reinvestiti per nuova occupazione servono solo come corposi dividendi e lauti bonus per azionisti e manager ? Eppure in questi decenni si sono versati fiumi di inchiostro sulle responsabilità sociali di impresa. Responsabilità largamente disattese a giudicare da quanto emerge dai Paradise Papers (paradisi fiscali) e dalle diffuse pratiche elusive di big player mondiali che spostano le sedi legali in paesi più favorevoli. Il Comitato scientifico ha prodotto una mole importante di proposte  alfine di rimettere il lavoro al servizio delle persone e non viceversa. Ma proprio perché controcorrente occorre un coraggioso impegno di diffusione territoriale per conquistare sostegni. Sarà il consenso a determinare un rinnovato protagonismo e la capacità di incidenza. “ I Profeti sono coloro che hanno protestato contro lo schiacciamento dell’uomo sotto il peso delle leggi economiche e degli apparati tecnici, che hanno rifiutato queste fatalità” diceva Giorgio La Pira. Profeticamente attuale.

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