Piccole Italie. Le aree interne e la questione territoriale

Il Governo ha attuato una svolta nel rapporto tra Stato e Comuni, ha detto la Sottosegretaria Maria Elena Boschi durante la presentazione nella sala Aldo Moro di Montecitorio, gremita di autorità e pubblico, il nuovo libro del deputato Pd ossolano Enrico Borghi, “Piccole Italie”, dedicato ai temi delle aree interne e della questione territoriale, grazie a misure e scelte che stiamo portando avanti: il superamento del Patto di stabilità interno, la rinegoziazione dei mutui dei Comuni con la Cassa Depositi e Prestiti, l’ampliamento del tetto di indebitamento per investimenti. Ma anche il rifinanziamento di Fondi nazionali per la non autosufficienza, l’edilizia scolastica e il contrasto alle povertà. Scelte che nascono dalla consapevolezza che i piccoli Comuni sono le cellule vitali dell’Italia. Il cambiamento inizia nei luoghi più piccoli, dove ci sono le nostre radici”.

Alla presentazione del libro sono intervenuti il capogruppo Pd Ettore Rosato, il presidente della commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci, il presidente della regione Umbria Catiuscia Marini, il vicesegretario dell’Udc Giuseppe De Mita, il gesuita di “Civiltà Cattolica” padre Francesco Occhetta, il sottosegretario al welfare Luigi Bobba, oltre alla sottosegretaria alla presidenza del Consiglio dei Ministri Maria Elena Boschi.

Secondo quest’ultima, i piccoli comuni, in particolare quelli delle aree interne del nostro paese, “Non sono comunità di serie B. Sono invece dei luoghi che vanno sostenuti cercando di difendere contemporaneamente le identità e i servizi. Ora però dobbiamo interrogarci sul futuro con una prospettiva che non riguardi solo la contingenza e le emergenze. Sono convinta che per combattere lo spopolamento delle aree interne sia necessario investire sulla scuola e sulla sua presenza sul territorio. Una scelta che sta funzionando per i piccoli comuni dell’Italia centrale colpiti dal sisma, ma che sono convinta possa funzionare anche per altri territori”.

 Per il rilancio delle aree interne italiane, secondo Ermete Realacci “serve più la banda larga che non un’autostrada. Fa male chi guarda a questi luoghi con occhio languido, chi parla di ‘Appennino dolente’. Il tema non è la conservazione nel senso dell’imbalsamare la realtà, ma nel senso di conservarla viva”. In molti di questi territori, pur in presenza di problemi come lo spopolamento o l’invecchiamento, c’è anche la “presenza di realtà assai innovative per esempio nelle energie rinnovabili”. “Occorre allora incrociare questi punti di forza con l’innovazione”. In tal senso è “fondamentale” l’approvazione della legge sui piccoli comuni approvata all’unanimita’ dalla Camera lo scorso settembre e ferma in Senato

Padre Francesco Occhetta ha invece sottolineato gli aspetti antropologici dei territori: “Il libro di Borghi affronta con grande lucidità e professionalità i temi dei territori, perchè Borghi conosce la sua gente e ragiona di politica con la concretezza di chi la vive nel quotidiano delle comunità. Oggi i territori sono il futuro, perchè in essi ci sono re senza corona costituiti dalle comunità locali, che sono l’antidoto ai neo populismi e la chiave ermeneutica che fa da argine all’individualismo nichilista. Nelle città ci sono i re con le corone che esaltano chiusure e paure, nei territori si costruisce il modello culturale di domani fatto di democrazia dal basso ed ecologia culturale. Per questo papa Francesco parla dell’importanza delle periferie, che portano la luce ai grandi centri dove l’uomo diventa merce e poi scarto”.

La presidente dell’Umbria Catiuscia Marini ha riportato la discussione su sisma e ricostruzione. “La ricostruzione post sisma puo’ davvero rappresentare l’occasione per un nuovo modello di sviluppo che va oltre la ricostruzione fisica degli edifici che pure faremo in qualita’, sicurezza e trasparenza” ha detto, sottolineando anche come il libro ponga “bene la questione territoriale e la necessita’ e capacita’ di fare programmazione un compito questo, che deve appartenere a Stato e Regioni”. Marini ha evidenziato “l’avvio di una nuova stagione di investimenti che guarda alle ‘aree interne’ dopo un periodo di oltre 15 anni in cui i territori marginali non ricevevano degna attenzione”.

Per il Sottosegretario al lavoro e politiche sociali Luigi Bobba “mettendo al centro la questione territoriale il libro invita ad avere orecchie sulle questione dimenticate e sulle disuguaglianze”.

La questione dei territori – ha detto Enrico Borghiè una questione nazionale percheè rappresentano oggi ciò che sarà l’Italia tra 20 anni se la politica fallirà. E’ una questione istituzionale, perchè sui territori si vive con il pluralismo degli ordinamenti giuridici e politici mentre oggi il centro propaga idee massificanti e uniformanti non idonee alla complessità e alla ricchezza dell’Italia. Ed è quindi questione politica perchè la soluzione alla crisi passa da qui.” Dobbiamo farlo- ha concluso Borghi- perchè, come avvertiva già Aldo Moro nel 1974, la cesura tra popolo e istituzioni è viva, e se vogliamo evitare che diventi definitiva a noi spetta questo compito storico. Per questo i territori sono una straordinaria palestra per l’Italia e il suo modello democratico”.

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