Legge elettorale: il sistema dei Comuni indica la via

Non sono un esperto eppure a me pare che la realtà esistente e affermatasi dovrebbe già suggerire il modello da adottare. Ho sempre pensato che i sistemi di voto, dal livello locale al nazionale dovrebbero avere un filo conduttore omogeneo. Questo aiuta i cittadini a scegliere con logica consequenzialità capace di comprendere gli esiti del voto e anche i partiti che altrimenti debbono a seconda delle circostanze modificare approcci elettorali. In tal senso quindi a me pare ch…e se c è oggi un modello compreso e accettato è quello dei comuni che garantisce rappresentatività e governabilità nella chiarezza delle posizioni. Circa il modello proporzionale che fino a ieri si è proposto, se avesse avuto il largo consenso delle principali forze politiche me ne sarei fatto una ragione anche se non di mio gradimento in quanto dopo tutto quello che si è detto e fatto dal referendum Segni in poi mi pareva di fare un salto indietro di decenni.. cercare un sistema guardando alle elezioni recenti di altri paesi è relativo perchè oguno ha sua peculiarità contingente. Ciò che assicura stabilità è la “cultura democratica” politica stabile di un paese che non si cambi ogni due per quattro. L’auspicio per il bene della democrazia, dei partiti, della politica e del paese è che si trovi la quadra. Conviene a tutti perchè altrimenti non vince nessuno.

Alberto Mattiol

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