Referendum costituzionale: una scelta consapevole e informata

Francesco Roncone

Francesco Roncone

Nelle democrazie parlamentari i referendum offrono al popolo se non l’unico, certo lo strumento principe per manifestare la propria volontà.

Fra poco più di un mese, con il referendum costituzionale gli italiani saranno chiamati a respingere o approvare il disegno di legge Boschi, rispetto al quale le forze presenti in Parlamento non sono riuscite a trovare una soluzione definitiva e neppure a configurare una valida mediazione.

La Costituzione è la legge fondamentale di uno Stato, detta le regole e le procedure della convivenza civile e dei processi democratici di un Paese. Appartiene a tutto il popolo e proprio per questo, ogni suo cambiamento dovrebbe essere valutato con meticolosa attenzione e certosina cautela. È una cosa seria, che non può prestarsi a tifoserie da stadio pro o contro l’avversario del momento o a fiumi di parole e slogan, che nulla hanno a che fare con essa.

Fare della Carta Costituzionale materia del contendere per perseguire scopi di parte è da incoscienti e controproducente. La Costituzione, proprio per la sua natura, deve riunire e non dividere.

Mentre il 5 dicembre avremo, invece, un Paese diviso, frammentato, attraversato da un’altissima litigiosità politica, che non risolverà i gravi problemi che attanagliano milioni di famiglie italiane. Un Paese diviso non si risveglia al mattino più solido ma più fragile e incapace di risolvere quella miriade di problemi, creati da un lungo periodo di mala gestione da parte delle nostre classi dirigenti.

La speranza è che i cittadini almeno si rendano conto che

questo referendum non è un campionato mondiale di calcio che, come si sa, distrae le masse dai problemi quotidiani, alimentando vivaci discussioni pro o contro la squadra avversaria, ma che il 4 dicembre saranno chiamati ad approvare una riforma costituzionale più vasta e complessa mai tentata nella storia della Repubblica italiana, dove verranno modificati poco più di 40 articoli.

Solo questa cifra dovrebbe far comprendere, a chi ha a cuore le sorti del nostro Paese e argomenta con ossessione il sì o il no, che forse sarebbe più importante e utile informarsi sui i contenuti della riforma e non accontentarsi del solo sentito dire, di opinioni, polemiche o slogan, riducendo il senso di una riforma così complessa e delicata al solo contenimento dei costi della politica o definendola la panacea di tutti i mali o causa di una nuova apocalisse o peggio ancora, riducendola ad un voto pro o contro l’esecutivo.

Ogni cittadino deve avvertire la responsabilità di votare, in maniera conscia e con libertà di giudizio, evitando di esprimere una scelta dovuta ad una opzione ideologica precostituita o ad una accalorata protesta.

Approfondire la materia personalmente, indipendentemente dall’area politica per cui si simpatizza, è peculiarità di ogni cittadino maturo, che è chiamato ad esprimere la sovranità popolare in un passaggio molto importante per la vita democratica del proprio Paese, anche quando sembra veramente difficile districarsi tra le righe di una riforma così complessa e articolata, in maniera chiara e priva di dubbi. Anche attraverso i social network e media in generale si dovrebbero alimentare, nelle persone, occasioni di approfondimento e di confronto, attraverso le quali mettere a punto criteri di valutazione e formare un giudizio ponderato, mentre, da sei mesi a questa parte, in una euforica e folle campagna referendaria, si leggono e si ascoltano scontri inutilmente volgari e offensivi, che mai e poi mai svilupperanno, nell’elettore, una coscienza critica ed una opinione informata.

Francesco Roncone
Segretario regionale Fap Acli del Veneto
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