Olga Sterpin – Un leone a Nortland

“Un leone a Nortland” (Echos edizioni) di Olga Sterpin, che si cimenta con il suo primo romanzo, ci conduce in luoghi che potrebbero forse identificarsi con il nord della Francia, calandoci poi nella complessa ed insidiosa realtà del mondo del lavoro. Si dipana infatti nell’ambiente lavorativo la matassa dell’intero romanzo che ha come protagonisti Luc e Sophie: due manager in un’azienda satellite di una multinazionale. Il rischio, autentica spada di Damocle che pende sul loro stabilimento, è la minaccia di chiusura perennemente brandita dalla capogruppo, interessata unicamente ad accrescere ad ogni costo i profitti incurante delle difficoltà di mercato e meno che mai interessata alle persone che vi lavorano.

Luc è un uomo che, passata ampiamente la trentina, si trova collocato un gradino appena sotto il vertice dell’azienda in cui lavora. Sophie è una giovane donna, tra i 25 e i 30 anni, che messa da parte un’iniziale timidezza caratteriale, vediamo sbocciare come un fiore in tutta la sua bellezza, sensibilità ed intelligenza. Il libro ci racconta di loro, delle molteplici questioni professionali che devono affrontare, dei loro interessi extra-lavorativi, delle loro diverse esistenze che, ad un certo punto, si incrociano.

Attorno ai due personaggi principali ruotano altre figure ad arricchire il palcoscenico del romanzo. Incontriamo così il capo officina Steeve o la vanitosa neo assunta Erika. Tra tutti occupa però un posto particolare il signor Burl: numero uno dello stabilimento, direttore ormai prossimo alla pensione, da sempre abile a destreggiarsi tra gli umori della capogruppo, ma soprattutto mentore di Luc. Egli è infatti colui che lo ha scelto come suo vice dopo che questi per molti anni era soltanto passato – come capita a troppi ragazzi di oggi – da un lavoro precario all’altro. L’esperto dirigente ha saputo scorgere in questo giovanotto un po’ spaesato quelle doti che ne avrebbero fatto una risorsa per l’azienda e, sin dall’inizio, dopo il primo colloquio, ha mostrato di credere in lui.

Il romanzo affronta le asprezze dell’odierno mondo lavorativo, in un’epoca dominata dalle spietate leggi del mercato, assunte peraltro troppo supinamente come dogmi addirittura intangibili. In questa realtà il libro si stagliano le vicende umane e professionali di Luc e Sophie tra momenti di euforia e ripiegamenti su se stessi, tra volontà di cambiamento e timore nell’affrontarlo. Non vogliamo dire nulla di più sul resto perché “Un leone a Nortland” è costruito quasi come un giallo. Fa capolino nella sua trama una certa suspense che ci porta, pagina dopo pagina, a voler scoprire come tutto andrà a finire.

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