Mons. Franco Peradotto, prete e giornalista

Mons. Franco Peradotto, per molti anni vicario dell’Arcivescovo di Torino, è stato una figura di grande rilievo nella realtà subalpina: nella Chiesa torinese, ma anche nell’ambito della vita cittadina, nella duplice veste di prete e di giornalista, essendo stato per quasi tre decenni direttore del settimanale diocesano, La Voce del Popolo. Uomo di Chiesa, amico di tanta gente perchè come scrisse nella “preghiera del cuore”, <<… è molto più generoso dare che ricevere, concedere che pretendere, servire che essere serviti>>.

Ci racconta tutto questo Pier Giuseppe Accornero, al tempo stesso (come Peradotto) sacerdote e pubblicista, in una lunga e ricca biografia dedicata a questo straordinario protagonista della realtà torinese (nato nel 1928 e scomparso nel 2010). Il libro “Franco Peradotto, prete giornalista e il suo tempo” (Effatà editrice), impreziosito da una miriade di aneddoti tratti dalle più diverse fonti giornalistiche, ci fa conoscere un uomo che ha vissuto intensamente nella città di Torino, scavando nelle pieghe delle sue tensioni sociali nei lunghi decenni che vanno dal dopoguerra sino al Duemila.

Tutti riconoscono che mons. Peradotto sempre cercò di superare, per quanto possibile, qualsiasi logica di stretta appartenenza e qualsiasi spirito di contrapposizione. Era un uomo di dialogo, nel segno della Chiesa del Concilio. Non a caso pubblicò sul settimanale Il Nostro Tempo, l’intero resoconto dei lavori conciliari, proponendo ai lettori i documenti che, via via, andavano mostrando il nuovo volto del cattolicesimo alle prese con la società contemporanea. Un mondo che la Chiesa doveva sforzarsi di comprendere meglio di quanto avesse fatto in passato, spogliandosi di un vecchio clericalismo ormai inadeguato ai tempi, ma accompagnando invece l’uomo nelle difficoltà della sua concreta esistenza, con un’autentica vicinanza ai suoi bisogni e alle sue inquetudini. Mons. Peradotto, insomma, antesignano, e con decenni di anticipo, di quella Chiesa “in uscita” che oggi è un po’ il filo conduttore del pontificato di Papa Francesco.

E in questa prospettiva viene a collocarsi il suo concetto di laicità, intesa soprattutto come capacità di convivenza tra culture diverse in una società plurale. Una ricerca, tra credenti e non credenti, del bene comune, imprenscindibile punto di incontro del vivere insieme. Emergono dal libro episodi e vicende di una lunga trama che ne testimoniano il ruolo nella Chiesa e nella città di Torino. Viene posta in evidenza la sua duplice vocazione di prete e di giornalista: una missione, quella di sacerdote, e un’attività, quella giornalistica, molto diverse tra loro ma accomunate dall’attenzione verso la persona umana.

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